10 Migliori album di old school rap italiano

“Oggi il rap serve solo a diventare un po’ più ricchi” canta Fabri Fibra in “Playboy”.
Tuttavia, negli anni d’oro dell’ old school rap italiano, cioè gli anni 90, il rap era considerato un genere di nicchia e nei rappers c’era decisamente molta più voglia di sperimentare.
Oggi il rap si è commercializzato molto, tanto da trovare spazio su palchi come quello di San Remo e Amici di Maria.

Oggi quindi XCose propone un bel viaggio nostalgico attraverso una classifica dei 10 migliori album di old school rap italiano, alla scoperta degli artisti che hanno posto le bassi di ciò che, nel bene o nel male, rappresenta il rap oggi.

Ci sono stati alcuni criteri di selezione: sono stati scelti ovviamente solo album italiani, e soltanto quelli pubblicati prima del 2000. Inoltre bisogna ricordarsi che i pareri espressi sono puramente personali.

10 – Odio pieno – Colle der Fomento (1996)

old school rap italiano odio_pieno

Apriamo la classifica dei 10 migliori album di old school rap italiano con “Odio pieno”, il primo disco dei Colle der Fomento.

Il disco include un buon numero di tracce valide, tra cui la intro track che sicuramente è una delle più bizzarre che abbia mai sentito in un disco rap. Grazie a questo disco, inoltre, ho cominciato ad apprezzare un po’ di più il rap “romanaccio”.

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9 – B-boy maniaco – Ice One (1995)

old school rap italiano bboy_maniaco

Alla nona posizione troviamo “B-boy maniaco” di Ice One (ex membro dei Colle).

E’ un disco poco conosciuto che però ha comunque rappresentato un’icona dell’ old school rap italiano, tanto che nel 2013 ne è stata fatta una ristampa su grande richiesta dei fan.
Le track più belle sono “Giorno dopo giorno” e “Funkadelico”.

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8 – 950 – Fritz da Cat (1999)

old school rap italiano 950

Al sesto posto in classifica troviamo 950 (novecinquanta), il secondo album del DJ Fritz da Cat, e non Catz da Fritz (questa è per pochi).

Un esercito di rappers sparsi in 14 tracce con le basi di uno dei più grandi beatmakers dell’ old school rap italiano.
Il flow e i testi dei rappers sono ottimi ma le basi di Fritz sono la vera bomba.

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7 – SxM – Sangue Misto (1994)

old school rap italiano sxm

Ho ascoltato “Clima di tensione” abbastanza volte da dover inserire “SxM” dei Sangue Misto nella top 10 dei migliori album di old school rap italiano.

Sangue Misto era un gruppo composto da Neffa, Deda e DJ Gruff, questo disco rappresenta il loro unico lavoro assieme. Un ottimo disco, di quelli che sprizza hip hop puro da tutti i pori.

I brani migliori, a parere di chi scrive, sono “Clima di tensione”, “In dopa” e “La parola chiave”.

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6 – Verba manent – Frankie HI-NRG MC (1993)

old school rap italiano verba_manent

Al settimo posto della top 10 dei migliori album dell’ old school rap italiano troviamo il primo album di Frankie HI-NRG MC: “Verba manent”. Già dal titolo si capisce come Frankie volle chiaramente sottolineare la potenza comunicativa che la musica rap può avere.

Non è un caso infatti che questo sia l’album che contiene il brano “Fight da faida”, il cui testo racchiude una forte protesta nei confronti della mafia.
Bellissime anche “Calma…calma…”, “Libri di sangue” e “Faccio la mia cosa”.

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5 – Chicopisco – Neffa (1999)

old school rap italiano chicopisco

E’ uno dei migliori lavori del  Neffa rapper. “Chicopisco” in realtà non è un disco ma un EP, quindi presenta un numero di tracce inferiore rispetto a quello di un album normale.

I brani, seppur pochi, sono tutti impeccabili, ma “Funk a un” e “Gran finesse” spiccano sugli altri per il flow incredibile.

Tutti gli eventuali fan di Snef e dell’ old school rap italiano che si stanno chiedendo come mai non abbia messo un altro certo disco di Neffa continuino tranquillamente a leggere.

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4 – Foto di gruppo – Bassi maestro (1998)

old school rap italiano foto_di_gruppo

Bassi Maestro e il suo secondo album “Foto di gruppo” restano un pilastro dell’ old school rap italiano.

Il disco si basa effettivamente sul concetto di “foto di gruppo”, che può essere sia intesa come una foto scattata alla scena rap di allora (analizzata in modo anche abbastanza critico), che una foto “introspettiva”, scattata ai vari aspetti della vita personale di ognuno di noi.

E’ interessante il fatto che la copertina, che sembra una semplice foto qualsiasi, cela un senso che coincide perfettamente con il messaggio della title track.

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3 – La morte dei miracoli – Frankie HI-NRG MC (1997)

old school rap italiano morte_dei_miracoli

So che due dischi di Frankie in classifica potrebbero far storcere un po’ il naso ai cultori “duri e puri” dell’hip hop e dell’ old school rap italiano, ma l’indecisione era tanta e questo è l’album che contiene “Quelli che benpensano”, e già questo basterebbe ad inserirlo in questa classifica.

In questo disco Frankie affronta tematiche abbastanza delicate con dei testi che sono una garanzia di qualità. Molto belli anche gli skit come “Cubetti tricolore” e “Manovra tenaglia”.

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2 – Sindrome di fine millennio – Uomini Di Mare (1999)

old school rap italiano sindrome_di_fine_millennio

“Sindrome di fine millennio”, o “Fine di sindrome millennio” (anche questa è per pochi), è l’unico album in studio del duo composto da Fabri Fibra (allora Fabri Fil) e il DJ Lato, insieme meglio conosciuti come gli Uomini di mare.
E’ praticamente un simbolo dell’ old school rap italiano.

Bellissimi pezzi come “Verso altri lidi”, “La monomania”, “I sogni persi”, “Gratta e gratta”, ma soprattutto “Non dimentico”: di gran lunga il pezzo più bello di tutto l’album, con un testo bellissimo e un ritornello rilassante e quasi malinconico.

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1 – Neffa e i messaggeri della Dopa – Neffa (1996)

old school rap italiano messaggeri_della_dopa

Quando ho deciso di stilare una top 10 dei migliori album dell’ old school rap italiano avevo già bene in mente quali sarebbero state le prime due posizioni.
Ecco dunque che la medaglia d’oro va a Neffa e il suo “Neffa e i messaggeri della dopa”.

Ricordate all’inizio quando ho detto che l’ old school rap italiano si basava soprattutto sullo sperimentare? Bene, questo è l’album che mi ha dato maggiormente l’impressione di essere incentrato su quest’idea: un mare di collaborazioni, flow più “rilassato” rispetto a quelli di molti colleghi, basi psichedeliche come quella del brano introduttivo “Dopamina”, e testi che passano dall’italiano all’inglese. Un lavoro davvero eccellente, degno del primo posto.

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Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive a “Culture digitali e della comunicazione” all’università Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2015.Appassionato di musica, lettura, teatro, comicità, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita.Nell’aprile 2016 fonda assieme ai suoi amici XCose.it, dove ricopre il ruolo di redattore, social media manager e grammar nazi.