2 motivi per cui Marco Travaglio è il miglior autore satirico italiano

Mi rendo conto che dire che Marco Travaglio è il miglior autore satirico italiano possa far incazzare parecchie persone per svariati motivi ma seguitemi, so di cosa parlo.

 

2 motivi per cui Marco Travaglio è il miglior comico satirico italiano
Bugiardi Senza Gloria

Stamattina mi sono recato in edicola per acquistare un libro: Bugiardi Senza Gloria, del giornalista Marco Travaglio. Il libro si presenta come una rassegna delle più famose balle spaziali sparate da politici e giornalisti italiani negli ultimi dieci anni. L’acquisto del libro è stato legato a una doppia aspettativa: che mi informasse e che mi strappasse qualche sorriso. Già, avete capito bene: far sorridere.

Che il libro di un giornalista possa essere satirico e possa far divertire è una cosa che può sembrare strana, eppure è così.

«La satira è un genere giornalistico. Quando voglio fare un articolo satirico faccio un articolo satirico. […] In un articolo di cronaca non chiamerei mai Berlusconi “Cainano” o “Bellachioma”, è ovvio. In un articolo satirico sì».

Queste parole sono state pronunciate proprio da Marco Travaglio in un’intervista a Tetris di svariati anni fa.

Di Travaglio ho già parlato in un articolo di un anno fa: indubbiamente uno dei giornalisti migliori del nostro Paese, talmente bravo da non sembrare del nostro Paese. Baluardo del giornalismo libero contro ogni forma di censura.

La mia collezione di “travagli” (parziale)

Da divoratore compulsivo dei suoi libri e dei suoi spettacoli teatrali fin da quando ero ragazzino, c’è una cosa che posso affermare con certezza: Marco Travaglio è il miglior autore satirico italiano, almeno tra quelli attivi al momento (ovvero in un’Italia in cui Luttazzi e i fratelli Guzzanti non sono più in tv).

E occhio che qui non si vuole adoperare un’accezione negativa, del tipo: “il politico X o il giornalista X è talmente un buffone che dovrebbe fare il comico” ma, al contrario, parlo di satira nella sua accezione più nobile: sferzante, pungente e legata all’attualità.

Marco Travaglio stesso ha più volte affermato di fare satira. Nel 2013, ad esempio, lui e il vice direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, per difendersi dalle accuse di diffamazione da parte di Augusto Minzolini, si appellarono proprio al diritto di satira.
Stando a quanto riportato in rete, inoltre, anni fa Marco Travaglio ha addirittura vinto il Premio Satira Forte dei Marmi.

Ma come è stato possibile che Travaglio diventasse il miglior autore satirico italiano? I motivi sono sostanzialmente due.

2 motivi per cui Marco Travaglio è il miglior comico satirico italiano
La mia copia de “Il Meglio di Controcorrente”, che custodisco gelosamente

Prima di tutto c’è alla base uno stile narrativo irriverente nei confronti del potere, ereditato dal suo mentore Indro Montanelli e molto difficile da trovare in giro ultimamente.
Per chi non lo sapesse Montanelli, che riesce ad essere politically incorrect anche da morto, è stato forse il primo ad inaugurare un certo tipo di giornalismo che mescolava i fatti reali allo sberleffo politico. A tal proposito, suggerisco la lettura del suo libro Il Meglio di Controcorrente (e per restare in tema, in un’intervista Travaglio definì Controcorrente di Montanelli un testo satirico).

Il secondo motivo, invece, è l’occhio vigile sull’attualità, un elemento chiave per qualsiasi forma di satira politica ben riuscita. Molti comici contemporanei hanno rinunciato alla narrazione satirica della politica attuale: i giovani muniti di microfono preferiscono la satira sulla sessualità, la religione o la vita di tutti i giorni.
Si potrebbe dunque dire che questo secondo aspetto è supportato da una mancanza di concorrenza, senza dimenticarci che Travaglio ovviamente parte in vantaggio facendo di mestiere il giornalista.
Riuscire a far ridere attraverso la semplice narrazione di un fatto richiede comunque un certo tipo di verve satirica. Beppe Grillo, ad esempio, anni fa ci riusciva magistralmente.

Ci sono alcuni “pezzi” nel “repertorio” di Marco Travaglio che potrebbero benissimo essere assimilati a monologhi di stand up comedy. In effetti, certi suoi pezzi hanno una carica satirica più forte di quella di molti stand up che si vedono oggi su Comedy Central e risultano decisamente più divertenti e pungenti.

Voglio citare ad esempio video che per me sono diventati dei classici, come il discorso sulla censura a Paolo Rossi, o quello in cui sbugiarda Il Giornale che lo accusava di essere dietro la P4, o ancora il monologo contro le assurde affermazioni di Roberto Benigni sul referendum costituzionale.

Insomma, affermare che Marco Travaglio è il miglior autore satirico italiano è forse di per sé un’affermazione provocatoria nei confronti di un panorama comico che ha rinunciato a un certo tipo di satira irriverente, ma che ci posso fare: un vecchio monologo sferzante ad Annozero mi diverte e mi gasa più di cento battute di Spinoza.it o di monologhi di giovani stand up.

Vi lascio con il video di uno straordinario pezzo satirico e amaro che, se andasse su Netflix, da solo varrebbe il prezzo dell’abbonamento:

Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive all'Università Federico II di Napoli dove si laurea in Culture digitali e della comunicazione nel 2015 e in Comunicazione pubblica, sociale e politica nel 2018. Americanofilo appassionato soprattutto di musica e comicità, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita. Nel 2019 ha collaborato con Epic Rap Battles of History, realizzando una clip e partecipando alle writing room di un paio d'episodi tramite piattaforma Discord assieme ad altri fan. Ha fondato XCose nel 2016 assieme ai suoi amici e da allora ricopre il ruolo di redattore e social media manager.