20 anni di satira su Berlusconi: una retrospettiva

Quest’articolo rappresenta un piccolo excursus sulla satira su Berlusconi dalla sua discesa in campo fino alla fine del suo quarto governo, il tutto dal punto di vista di un 26enne che ha vissuto in pieno il berlusconismo.

Avevo infatti tre mesi quando, nel maggio del 1994, nacque il primo governo Berlusconi. Praticamente il sottoscritto è cresciuto di pari passo con la carriera politica del presidente di Forza Italia.

20 anni di satira su Berlusconi: una retrospettiva
Silvio Berlusconi negli anni ’90

C’è da dire che Berlusconi è stato il bersaglio ideale di gran parte del panorama comico italiano da quando è entrato in politica.
Già da subito c’era chi scherzava sulla sua altezza, sui suoi capelli, sul “mi consenta” e chi ci andava giù più pesante e menzionava i suoi processi e i suoi legami con la P2 e la mafia.

Ovviamente in quegli anni ero troppo piccolo per seguire o comprendere questo tipo di satira, ma da adolescente, grazie a YouTube, ho potuto recuperare parecchie chicche.
Da citare è sicuramente il programma di Serena Dandini Tunnel (1994), destinato a diventare una pietra miliare della storia della satira televisiva italiana assieme al predecessore Avanzi (1991).

In questo programma, che fu praticamente il nostro Saturday Night Live, nacquero l’imitazione di Berlusconi ad opera di Sabina Guzzanti e quella stupenda di Emilio Fede ad opera di suo fratello Corrado.
Lo stesso Corrado Guzzanti qualche anno dopo divenne autore di una delle trasmissioni satiriche ancora oggi più ricordate e apprezzate dagli appassionati di comicità: L’Ottavo Nano (2001).

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Serena Dandini a Tunnel

Scherzare su Berlusconi comportò anche tristi episodi di censura. É il caso di Satyricon di Daniele Luttazzi (2001), RaiOt di Sabina Guzzanti (2003) e altri episodi simili.
Questo porterà alla nascita della prima vera maxi-trasmissione anti-berlusconiana (seppur non dichiarata) e anti-censura:
Rockpolitik (2005) con Adriano Celentano.
Sarebbe difficile, oggi, spiegare l’impatto e il successo che ebbe Rockpolitik a un ragazzino della Generazione Z che ha dovuto assistere ad
Adrian – La serie evento.

Il periodo che ricordo meglio della satira su Berlusconi, da giovane nato nel ’94, è però quello in cui iniziai ad essere abbastanza grande e abbastanza acculturato sulla politica italiana da poter comprendere la satira su di lui: diciamo dal 2008. In quegli anni ero un adolescente abbastanza brufoloso con pochissimi amici e pessimi voti a scuola, ma già all’epoca amavo molto la satira e il giornalismo.
Erano anni in cui, mentre tutti i miei compagni di classe giocavano a calcio e imparavano a fumare, io cercavo in rete gli aneddoti e gli articoli di Enzo Biagi e Indro Montanelli.

Erano gli anni della controinformazione, dei V-Day, degli interventi di Travaglio, delle trasmissioni di Michele Santoro perennemente a rischio chiusura e dei politici del PDL a cui veniva intimato di non ridere alle battute di Crozza a Ballarò.
Tutti programmi e eventi che seguivo con interesse, pur non capendo molto di politica.

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Marco Travaglio al V-Day

La satira su Berlusconi e i ministri del suo governo a mio parere raggiunse il suo apice nel biennio 2010-2011.
Se la satira su Berlusconi negli anni ’90 era fresca e parodistica e negli anni 2000 divenne tanto aggressiva da essere censurata, nel biennio 2010-2011 Berlusconi ormai non era più un suo semplice bersaglio. Berlusconi era diventato un intero genere satirico.

Ricordo quel periodo come una fase in cui la satira su Berlusconi divenne qualcosa di quasi trascendentale, in un contesto in cui realtà e finzione satirica facevano a cazzotti per affermarsi.
In un paese in cui ormai si respirava un’aria sanguinaria da “o con Berlusconi o contro Berlusconi”, iniziavano a manifestarsi episodi di pura follia trash-surreale come l’inchiesta sui calzini turchesi del giudice Mesiano, il finto attentato a Belpietro, la telefonata di Mauro Masi ad Annozero, quella di Berlusconi in questura in cui affermava che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak o il fuori onda in cui affermava che avrebbe voluto farsi la sua segretaria sul tavolo.

In questo periodo la mia trasmissione preferita era senza dubbio Parla Con Me di Serena Dandini. Il binge watching su YouTube delle imitazioni di Cicchitto, Capezzone, Minzolini, Belpietro, Signorini e Ghedini era una mia personale abitudine pomeridiana. Tutte imitazioni satiriche che comunicavano sì un senso di ribellione nei confronti di un sistema politico e giornalistico allo sbando, ma anche una certa rassegnazione. Era come se, dinanzi al disastro totale, non ci fosse altra scelta che godersi il circo e riderne.

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Neri Marcorè nei panni di Niccolò Ghedini

Sempre in questo periodo iniziarono a nascere progetti come Raiperunanotte (2010): un esperimento guidato da Michele Santoro che consisteva nel portare per un’unica sera, con il supporto di giornalisti, comici e cantanti fra gli ospiti, la sua trasmissione in rete senza nessun assoggettamento da parte di una rete televisiva (un qualcosa che sembrava utopistico in Italia in quegli anni).
Quando avevo 17 anni credo di averlo rivisto almeno 50 volte, mi sembrava una roba davvero rivoluzionaria.
Di serate-evento Santoro ne organizzò poi altre. Mi viene in mente
Tutti in piedi! (2011): un altro esperimento in cui sul palco si alternavano giornalisti e comici, un format con un binomio che col tempo abbiamo visto scomparire.

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Michele Santoro e Vauro a Raiperunanotte

La mole di satira su Berlusconi e di simili eventi di protesta facevano apparire ancora più potente e temibile il proprio avversario. Sembrava che Berlusconi avrebbe governato in eterno, e invece poi il berlusconismo è finito.

É importante notare che, con la fine del berlusconismo, molti comici sono completamente spariti dalla tv, il primo che mi viene in mente è Antonio Cornacchione.
Ci fu anche un determinato lasso temporale in cui Max Paiella toccò vette altissime e divenne uno dei più grandi imitatori satirici di quegli anni. Me lo ricordo sul palco di una delle serate-evento di Michele Santoro vestito da Minzolini mentre cantava una parodia di una canzone dei Queen con le telecamere che ruotando mostravano una folla immensa di pubblico attorno a lui. Fu anche uno dei pochissimi comici italiani ad avere una puntata di
Blob interamente dedicata a lui, dal titolo Max Attacks.
Poi col cambiamento nel panorama politico è sparito. L’ultima volta che l’ho visto è stato mentre cantava e suonava la chitarra per strada in un programma con Paola Minaccioni.

20 anni di satira su Berlusconi: una retrospettiva
Max Paiella

Oggi Berlusconi non è più al governo e la satira si sta ancora prendendo una – forse meritata – pausa in disparte.
Oggigiorno il pubblico del web, nuovo rispetto a quello della mia adolescenza, sembra preferire più uno sketch sulle abitudini culinarie del sud o un meme surreale che uno sberleffo di satira politica.
Si tratta di un fenomeno interessante, perché per circa un ventennio si ha avuto l’impressione generale che la comicità non politica fosse marginale o quantomeno dovesse fare il triplo della fatica per affermarsi. Ci furono ad esempio comici che col tempo vennero ingiustamente marginalizzati e tacciati come nazional-popolari per il solo fatto di aver scelto di non scherzare su Berlusconi, e altri che invece salirono alla ribalta semplicemente facendo l’opposto, a volte anche esagerando. Oggi, invece, sembrerebbe valere il contrario per quanto concerne la satira politica.

Oggi una satira aggressiva contro i politici attuali come quella che ci fu contro Berlusconi sarebbe impensabile. Anzi, guai a toccare, in un’accezione che vada oltre lo sfottò bonario, figure come Giuseppe Conte o Vincenzo De Luca, apparentemente molto graditi dal popolo.

Insomma, mi manca il periodo in cui si rideva DEI politici, e non CON i politici che dicono di voler scendere in piazza con i lanciafiamme.

Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive all'Università Federico II di Napoli dove si laurea in Culture digitali e della comunicazione nel 2015 e in Comunicazione pubblica, sociale e politica nel 2018. Americanofilo appassionato soprattutto di musica e comicità, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita. Nel 2019 ha collaborato con Epic Rap Battles of History, realizzando una clip e partecipando alle writing room di un paio d'episodi tramite piattaforma Discord assieme ad altri fan. Ha fondato XCose nel 2016 assieme ai suoi amici e da allora ricopre il ruolo di redattore e social media manager.