3 considerazioni sulla vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto

Charlie Hebdo ItalienneRecentemente è scoppiato un caso riguardante una vignetta pubblicata da Charlie Hebdo, la quale ha “ironizzato” sulle vittime del terremoto avvenuto in questi giorni nel Centro Italia ritraendo degli italiani sporchi di sangue con la scritta: “Sisma all’italiana: penne al pomodoro, penne gratinate e lasagne”.

Da appassionato di satira, cercherò di fare un po’ il punto della situazione su questa vicenda, dividendo le mie considerazioni in 3 punti principali.

1 – È SATIRA O NON È SATIRA?

Mi spiace dirlo a chi è fermamente convinto del contrario, ma questa vignetta del Charlie Hebdo è satira.

È satira semplicemente perché mette in atto una distorsione della realtà: lo stereotipo dell’italiano in canotta sporco di sugo diventa sporco di sangue, e in più “ironizza” sulla cucina italiana.

Detto questo, il discorso si scosta su un piano differente: è una vignetta divertente o no? Personalmente ammetto che neanche a me è piaciuta, e l’ho trovata di cattivo gusto.

2 – PAROLA DI LENNY

Charlie Hebdo Lenny BruceIl vero errore in cui è incappato il Charlie Hebdo è stato il tempismo: Lenny Bruce diceva che la comicità è tragedia più tempo. Se si va su Google e si digita “barzellette sul Titanic” si trova un sacco di materiale, eppure anche quella del Titanic fu una tragedia con un sacco di morti.

E allora perché quelle barzellette ci potrebbero far ridere o sorridere? E’ semplice: perché la satira è tragedia più tempo.

Sì, la satira scherza con le tragedie, perché fondamentalmente cos’è la satira, se non un linguaggio che gioca con il triviale? Chi ne è appassionato lo sa molto bene. Chi invece pensa che la satira abbia l’obbligo di svolgere la funzione di “castigat ridendo mores”, che debba essere necessariamente buona e debba insegnare qualcosa a qualcuno, ha semplicemente confuso la satira con qualcos’altro, perché essa e il black humor sono sempre esistiti, anche moltissimi anni prima della nascita di Charlie Hebdo.

3 – IL PROBLEMA MAGGIORE

Je_suis Charlie HebdoIl vero problema è che tutta questa vicenda verrà sfruttata come ennesima occasione per castrare la satira in Italia, perché per quanto possa essere brutta questa vignetta (ed è brutta), mi è capitato di ascoltare monologhi di comici del calibro di Bill Hicks e Doug Stanhope molto più espliciti e “gratuiti” di questa vignetta, e di essermi divertito, mentre per molti italiani la satira continua ad essere una cosa oltraggiosa a prescindere.

Ecco, non oso immaginare cosa accadrebbe in questo paese se i monologhi di questi due mostri sacri trovassero spazio nei media, però, se continuiamo ad indignarci per ogni singola vignetta, bella o brutta che sia, allora nessuno lo saprà mai.

Adesso resterebbero da analizzare i commenti dei vari leoni da tastiera, molti dei quali sono arrivati anche a ritirare il proprio “Je suis Charlie”.
Questi sono i soggetti davvero pericolosi, perché a differenza di qualsiasi vignetta non sono ironici, e le loro opinioni giustificano indirettamente le azioni orribili dei terroristi islamici.

“La satira informa, deforma e fa quel cazzo che le pare”, diceva Daniele Luttazzi qualche anno fa. Per chiunque non fosse d’accordo, ci sono sempre i monologhi di Made in Sud.

A futura memoria:

 

AmazonCharlie Hebdo WikipediaCharlie Hebdo Sito UfficialeCharlie Hebdo

Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive a “Culture digitali e della comunicazione” all’università Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2015.Appassionato di musica, lettura, teatro, comicità, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita.Nell’aprile 2016 fonda assieme ai suoi amici XCose.it, dove ricopre il ruolo di redattore, social media manager e grammar nazi.