3 Telefonate storiche a Michele Santoro

I talk show politici oggi sono sinonimo di noia e ridondanza televisiva. Ma un tempo non era così.
Un tempo, cioè nel pieno Berlusconismo, i talk show erano vere proprie arene piene di scontri, insulti, ospiti che si alzavano e se ne andavano indignati. E il re indiscusso dei talk politici scomodi era Michele Santoro con le sue trasmissioni, Annozero in primis.

Se gli ospiti di Annozero non si indignavano per la presunta faziosità di Santoro allora lo facevano per i discorsi di Marco Travaglio, e se non lo facevano per i discorsi di Travaglio allora si indignavano per le vignette di Vauro. Ad Annozero si respirava voglia di rissa ad ogni puntata, era fatto per far incazzare, e questo lo differenziava dagli altri talk.


Oggi Annozero non c’è più e Servizio Pubblico ha chiuso i battenti l’anno scorso. Santoro ha dovuto subire di tutto nella sua carriera da giornalista: querele, accuse di faziosità, tentativi di censura, un editto bulgaro, e soprattutto le telefonate: i talk di Santoro hanno aperto la strada alle famose telefonate in diretta nei talk, nelle quali il giornalista ne è sempre uscito vittorioso.

Oggi quindi XCose.it vuole ricordare 3 delle migliori telefonate avvenute durante le puntate dei talk di Michele Santoro.

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1- LA TELEFONATA DI BERLUSCONI A IL RAGGIO VERDE

Santoro Berlusconi
La telefonata di Berlusconi in diretta durante una puntata de Il Raggio verde (Rai 2, 2001) fu la prima di tutte e sicuramente la più ricordata: Berlusconi telefona a Santoro per dirgli sostanzialmente che il suo programma è pessimo e che continuerà a non mandare “i suoi” in una trasmissione trappola come Il Raggio verde. Però, visto che “i suoi” già non venivano, non si è mai capito alla perfezione che motivo ci fosse per ribadirlo in diretta interrompendo una trasmissione.

Fatto sta che quella sera segnò la prima “vittoria telefonica” di Michele Santoro, dato che il giornalista, dinanzi all’intimidazione del Cavaliere “lei è un dipendente del servizio pubblico”, prontamente rispose: “io sono un dipendente del servizio pubblico, non un suo dipendente, Berlusconi”. Decretando un grande trionfo del giornalista nei confronti di un “avversario” non di poco conto.

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2- LA TELEFONATA DI CELENTANO AD ANNOZERO

Santoro Celentano

La telefonata di Adriano Celentano durante l’ultima puntata di Annozero dell’edizione 2010/2011 fu la quiete prima della tempesta.
Celentano decise di telefonare a Santoro per parlare di questioni legate all’ambiente e al referendum, ironizzando anche su come alcuni dei politici ospiti in studio fossero suoi fan.

Fin qui tutto tranquillo, quando all’improvviso Adriano si azzardò a spendere due parole di critica nei confronti di chi considera antidemocratico il fatto che Travaglio faccia i suoi editoriali durante le puntate di Annozero.
Al che il leghista Roberto Castelli, ospite in studio, ne approfittò per ricordare al cantante come gli interventi di Travaglio fossero finanziati attraverso i soldi pubblici, compresi i suoi, e di come lui fosse ormai stufo di farlo (“non fatemi pagare il canone!”). Fatto assolutamente non vero, visto che Annozero, proprio per evitare questo tipo di polemiche, non veniva finanziato con i soldi del canone, ma attraverso i soldi della pubblicità.

A Castelli non venne lasciato nemmeno il tempo di finire il discorso che Santoro, in preda ad una improvvisa furia omicida, lo interruppe scaraventandogli addosso anni e anni di sassolini nella scarpa: “Dovete lasciare libera la Rai!”, “lasciate libere queste persone di lavorare!”, “avete rotto, non si sopporta più”, “siete voi che ci rovinate!”, “chi ha speso i soldi per Sgarbi?”, “chi paga Minzolini?”.
Il tutto coperto dagli applausi scroscianti del pubblico.

Da ricordare che per gran parte della durata dello sfogo liberatorio di Santoro, Celentano rimase in linea senza proferire parola, godendosi probabilmente lo spettacolo.

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3- LA TELEFONATA DI MASI AD ANNOZERO

Santoro Masi

La telefonata che l’allora direttore generale della Rai Mauro Masi fece a Santoro durante l’apertura di una puntata di Annozero del gennaio 2011 rimarrà un capolavoro di comicità involontaria, nonché limpida dimostrazione di come un uomo di spicco di una grande azienda possa scavarsi la tomba da solo in pochi minuti.

Masi voleva a tutti i costi criticare Santoro in diritta sulle solite questioni legate al programma e alla delicatezza dei temi trattati che andrebbero invece “affrontati nelle aule di tribunale”. Lo voleva a tutti costi, ma era palese che non si fosse preparato alcun tipo di discorso, e il risultato di ciò fu contemporaneamente esilarante e imbarazzante.

Masi aprì la telefonata parlando non si sa bene di cosa, e al primo tentativo di risposta del conduttore sviò subito il discorso con un “ma questo non è il tema di oggi”, procedendo con lo snocciolare un miscuglio di presunte norme violate dalla trasmissione con termini legalesi degni del miglior azzeccagarbugli, inciampando anche nelle parole.

A quel punto Santoro cominciò a chiedergli insistentemente se quelle parole implicassero la volontà di chiudere Annozero, domanda nei confronti della quale Masi rispose chiaramente di no, smentendo di colpo tutto il suo stesso discorso in legalese.

Da lì in avanti l’intera atmosfera della telefonata si rovescia: ora è Santoro che prende in mano la situazione e fa la ramanzina a Masi, chiedendogli continuamente di ritirare le sue parole (“quindi lei non smentisce? E quello che ha detto cosa sono, delle sciocchezze?”) e smantellando qualsiasi tentativo del suo direttore di recuperare un po’ di coerenza con un’unica domanda: “stiamo violando le regole si o no?”.

Questo scambio di battute telefoniche resterà senza dubbio nella storia dei talk show, ma anche ciò che successe nei giorni successivi non è da meno: Corrado Guzzanti ne ricavò una geniale parodia nella trasmissione “Parla con me”, Masi telefonò qualche giorno dopo anche alla Ventura all’Isola dei Famosi per complimentarsi per la trasmissione che “a differenza di altre non viola alcun codice”.

Ma soprattutto resterà indelebile l’intercettazione tra lo stesso Masi e Luigi Bisignani:
“Mi hai visto, come sono andato?”
“Una figura di merda”.

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Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive a “Culture digitali e della comunicazione” all’università Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2015.Appassionato di musica, lettura, teatro, comicità, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita.Nell’aprile 2016 fonda assieme ai suoi amici XCose.it, dove ricopre il ruolo di redattore, social media manager e grammar nazi.