1 recensione di Yooka-Laylee

Dopo uno sviluppo abbastanza travagliato, caratterizzato da una posticipazione della data d’uscita e una polemica con lo youtuber JonTron, il tanto atteso platformer Yooka-Laylee è stato pubblicato l’11 aprile di quest’anno.
Yooka-Laylee è il primo videogioco sviluppato da Playtonic Games con l’aiuto di una raccolta fondi tramite Kickstarter.

In realtà Playtonic Games non è completamente estraneo allo sviluppo di videogiochi, in quanto alcuni membri che compongono il gruppo in passato facevano parte dello studio Rareware, che verso la fine degli anni ’90 diede vita alla fortunata serie Banjo-Kazooie, di cui Yooka-Laylee avrebbe dovuto rappresentare un sequel spirituale.

Yooka-Laylee e Banjo-Kazooie

1 recensione di Yooka-LayleeProprio perché Yooka-Laylee era stato annunciato come un sequel spirituale di Banjo-Kazooie, non fare paragoni sarebbe impossibile. Già la coppia di protagonisti animali, in questo caso il camaleonte Yooka e il pipistrello Laylee, ricorda molto il duo orso-uccello di Banjo-Kazooie, ma si tratta solo di una delle innumerevoli somiglianze (o omaggi, che dir si voglia).

Yooka-Laylee condivide prima di tutto lo stesso genere di Banjo-Kazooie, ovvero quello del platform game in 3D, per l’esattezza il genere cosiddetto “collectathon”, ovvero un gioco basato principalmente sul collezionare determinati oggetti tramite missioni e esplorazioni, in questo caso delle “Pagie“, ovvero delle pagine di un libro dei protagonisti che il perfido Capital B ha rubato assieme a quelle di tanti altri tomi per trarne profitto.

Oltre al genere, Yooka-Laylee ricalca anche lo stile allegro e cartoonesco di Banjo-Kazooie, con una vasta varietà di personaggi dalle voci buffe e livelli pieni di enigmi da risolvere per recuperare le Pagie.

1 recensione di Yooka-LayleeFortunatamente però Yooka-Laylee è più di una semplice reskin di Banjo-Kazooie e le novità non mancano: sono stati aggiunti in ogni livello dei grossi cabinati arcade che permettono di prendere parte a dei divertenti mini-games e la possibilità di ingrandire i livelli per poterli completare al 100%, anche se questa seconda funzione non sempre è risultata piacevole.

Uno dei problemi principali del gioco, infatti, è proprio quello dei livelli troppo grandi (molto più grandi di qualsiasi livello di Banjo-Kazooie), al punto che a tratti si avverte la mancanza di una mappa che, seppur avrebbe potuto rovinare parte del divertimento del “lato esplorazione” di Yooka-Laylee, dall’altro sarebbe stato un ottimo aiuto per quei giocatori che finiscono per vagare a lungo nei livelli senza capire cosa dover fare per proseguire nell’avventura.

Yooka-Laylee non sarà dunque il miglior platformer del mondo, ma resta comunque una piacevole esperienza per tutti gli appasionati di platform games e per i nostalgici di un genere che oggigiorno viene forse bistrattato troppo.

 

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Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive a “Culture digitali e della comunicazione” all’università Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2015.Appassionato di musica, lettura, teatro, comicità, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita.Nell’aprile 2016 fonda assieme ai suoi amici XCose.it, dove ricopre il ruolo di redattore, social media manager e grammar nazi.