1 recensione di “Dov’è Mario?” [Episodio 1]

La serie televisiva “Dov’è Mario?” (divisa in quattro puntate) di Sky Atlantic con protagonista Corrado Guzzanti, approdata sul piccolo schermo il 25 maggio 2016, è una brutale scossa alla commedia televisiva italiana.

Corrado Guzzanti Dov'è Mario?

Dotato di una sceneggiatura ben elaborata, specialmente nei dialoghi/monologhi, la prima puntata di “Dov’è Mario?” conferma la bravura di Guzzanti sotto numerosi aspetti, primo tra tutti, la satira.
Questa è presente sia nei dialoghi che nei personaggi, costantemente, in modo soprattutto indiretto.

Basti pensare alla presenza in scena (seppur per pochi minuti) di Marco Travaglio, Giovanni Floris ed Enrico Mentana, perfettamente inseriti nel contesto e che vanno a fornire allo spettatore una linea temporale del racconto ancorata nel presente.

La citazione ai girotondi, numerosi accenni politici del passato e del presente, Berlusconi, Renzi… nei dialoghi dei personaggi questi elementi vengono inseriti con naturalezza, lasciando un impatto notevole e dimostrando una grande coerenza con la caratterizzazione del protagonista (Mario Bambea, professore, scrittore, intellettuale di sinistra e “filosofo” legato a un sistema di valori e leggi definite stesso nel racconto come incomprensibili e vecchie).

“Non guardare MasterChef… è un format della massoneria atlantica.”

Se da un lato abbiamo un personaggio all’apparenza noioso e passivo, dall’altro abbiamo il comico volgare e privo di freni, Bizio Capoccetti, perfetto alter ego di Bambea, che ogni sera si esibisce in monologhi comici, dalla risata facile e che non risparmia nessuno, colpendo omosessuali, famiglie, cultura, politica e tanto altro.

Questi due personaggi totalmente opposti tra loro, vengono caratterizzati da Guzzanti con maestria, fornendo al racconto un pizzico di “mistero” che lo avvicina quasi a un thriller.

Riuscire a contestare e analizzare impietosamente buona parte della società attuale riuscendo, nello stesso tempo, a far ridere chi guarda è uno degli obiettivi raggiunti da questa prima puntata di “Dov’è Mario?“, dimostrando che la commedia italiana è ancora in grado di sorprendere e divertire.

Ma Guzzanti non è da solo, la “badante” rumena Dragomira (interpretata da Evelina Meghnagi) che lo accompagna per buona parte del primo episodio, è una graditissima sorpresa, una spalla efficace e che è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo.

Lei e le sue macabre poesie, annunciate al pubblico con sguardo vitreo e postura immobile, diventano un elemento comico (dentro e fuori dallo schermo), snaturalizzando il ruolo della poesia e rendendola una forma di spettacolo involontario e inaspettato.

“Sono madre di bimbo che no è ancora nato
l’ho mandato a negozio a comprare pane
io ce lo metto dentro prosciutto di mio dolore.”

Dov’è Mario?” riesce nel suo intento, dimostrandosi ironico, ben costruito, decorato da una sceneggiatura ritmata e affidata ad attori capaci di caratterizzare i propri personaggi anche se per pochi minuti (da citare anche un bravissimo Saverio Raimondo, che privato del “nome suo di famiglia“, diventa Gnegno).

L’unica pecca riscontrata nel primo episodio è che è durato davvero troppo poco!
Bentornato Guzzanti, ci sei mancato.

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PS: Sia Guzzanti che Raimondo sono stati inseriti nella classifica dei 10 migliori comici italiani di XCose.

Paskull

Classe '90, laureato in comunicazione e amante di videogiochi, cinema, fumetti, libri, alieni e biscotti. Racconta storie con qualsiasi mezzo a disposizione e alcune di queste sono finite in diverse antologie. PS: Ogni tanto pubblica romanzi.

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