1 riabilitazione di Eccezionale Veramente

Nel desolante panorama televisivo italiano è da parecchi anni che gli unici (pochi) programmi per i quali ritengo valga la pena accendere la tv sono programmi comici.
Ed Eccezionale Veramente, talent show per aspiranti comici andato in onda su La7 dal 17 marzo 2016 al 28 luglio 2017 e cancellato per i bassi ascolti, non era tra questi.
O meglio, per tutto il periodo in cui è andato in onda non ho guardato nemmeno una puntata, ma recentemente – complice forse la voglia di guardare qualcosa di leggero nel periodo degli esami della sessione autunnale – sono andato a ripescare su YouTube qualche episodio della seconda stagione, che ho guardato in ordine sparso senza badare all’ordine cronologico della gara.

I motivi che inizialmente mi avevano portato a snobbarlo erano due: il mio completo disinteresse per i talent show e il fatto che in rete fosse stato stroncato da chiunque, tranne a quanto pare da Adriano Celentano.
Certo, non bisognerebbe mai decidere qualcosa in base ai giudizi altrui, ma stavolta per “stroncare” si intendeva gente indignata dal livello di comicità proposta e qualcuno che addirittura ne invocava l’immediata chiusura che neanche un’associazione cattolica dinanzi a un rito satanico in diretta tv. Chiunque ne sarebbe stato alla larga.

Dopo aver preso parte a questa micro-maratona della seconda stagione, però, devo ammettere che Eccezionale Veramente, pur non essendo eccezionale, non era nemmeno così brutto come il web l’ha dipinto.
Anzi, sotto certi aspetti poteva essere interpretato come una lezione di comicità in cui ogni pezzo veniva poi smontato per individuarne punti di forza e di debolezza o come un’analisi dei gusti e delle necessità comiche contemporanee. Il fatto che ad esempio nella prima edizione, fra tante performance ancorate a tipologie di gag e battute datate, abbia vinto un giovane monologhista ci dice molto sugli ipotetici nuovi percorsi intrapresi dalla comicità italiana.

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Una delle caratteristiche più criticate di Eccezionale Veramente è stata fin dall’inizio la giuria: Paolo Ruffini, Diego Abatantuono e Selvaggia Lucarelli, affiancati da un quarto giudice extra diverso in ogni puntata.
L’accusa rivolta dal web agli autori era quella di non aver scelto dei personaggi proprio consoni a rappresentare dei giudici di un talent comico, ed effettivamente basta un secondo per immaginare un milione di possibili alternative migliori, lasciando però Abatantuono che invece può fregiarsi del titolo di veterano della comicità italiana.

Inoltre la presenza di Francesco Facchinetti come conduttore certo non migliorava la situazione, ma per fortuna il suo compito consisteva solo nell’annunciare i comici e pronunciare la frase “andiamo a vedere i voti” alla fine di ogni esibizione.

1 riabilitazione di Eccezionale Veramente

Nonostante sia d’accordo con questo giudizio del web, devo ammettere che pian piano si finisce per abituarsi a questo strano team di giudici, vero protagonista della trasmissione.
Sostanzialmente i pareri di Abatantuono erano sempre i più interessanti, mentre i pareri degli altri due, quelli della Lucarelli riassumibili tutti in “mi piace tutto ciò che è sofisticato” e quelli di Ruffini in “mi piace tutto ciò che è demenziale”, finivano per annullarsi a vicenda creando un curioso bilanciamento all’interno della giuria.

Il ruolo di quarto giudice è risultato prevedibilmente più adatto quando a ricoprirlo c’era qualcuno proveniente dal mondo della comicità, non solo per una questione di coerenza con il format ma anche per quanto riguarda l’interazione con i comici e gli altri giudici. Non per nulla gli episodi migliori sono quelli in cui a fare da giudice extra ci sono personaggi come Elio, Fabio De Luigi, Francesco Mandelli o Massimo Ferrero (che non è un comico ma ormai è indistinguibile da Crozza).

Ma adesso passiamo ai comici concorrenti.
Quando ho deciso di iniziare questa pseudo-maratona, che alla fine mi ha portato ad assistere a un sacco di numeri da villaggio turistico e ad ascoltare almeno una dozzina di monologhi sulla vita di coppia e altrettanti sui vegani (argomento nuovo e già iper-inflazionato), ero consapevole del fatto che su quel palco non sarebbero saliti il nuovo Corrado Guzzanti o la reincarnazione di Bill Hicks, il che mi ha permesso di schivare lo shock iniziale.
E forse è proprio qui che ha sbagliato gran parte del pubblico e della critica: si è fermata ai comici.

Il vero asse di sostegno della trasmissione, infatti, più che dalle sole esibizioni dei comici mi è sembrato rappresentato più dall’intero pacchetto di Eccezionale Veramente: esibizioni, giudizi, sporadiche lezioni di comicità, esibizioni stoppate e peso delle risate del pubblico (quest’ultimo a volte preso in considerazione dai giudici come ancora di salvezza, fortunatamente il programma era privo di claque e risate finte).
Insomma, c’erano senza dubbio brutte performance, ma se dopo una brutta performance dal dibattito dei giudici si può estrapolare una micro lezione di comicità su come migliorare una battuta o costruire meglio un pezzo, lo show diventa più gradevole e interessante.

Più che come un programma di comici, dunque, Eccezionale Veramente andava visto come un programma sulla comicità.

1 riabilitazione di Eccezionale Veramente
Roberto Lipari

Naturalmente la qualità dei comici non era solo questa. Ogni tanto sbucava fuori qualche diamond in the rough, primo fra tutti Roberto Lipari: vincitore della prima edizione che nella seconda aveva il compito di prendere parte a piccoli sketch con i concorrenti nel backstage e recitare un monologo in ogni episodio. I suoi pezzi, intelligenti e ben costruiti, mi hanno strappato più di una risata.

Infine, un altro problema che riguardava sia i comici che la giuria e che andava al di là della qualità dei pezzi era quello delle battute copiate, rilevante perché il regolamento imponeva che i comici portassero materiale originale.
Durante la prima edizione di Eccezionale Veramente qualcuno se la prese con un comico che si presentò con un pezzo con battute riciclate dal monologo di George Carlin sulle cose che ci accomunano, monologo che tra l’altro compare fra i primi cinque risultati se si cerca “George Carlin SUB ITA” su YouTube, quindi mancava pure il lavoro di traduzione e ricontestualizzazione tipico di Daniele Luttazzi, accusato da tempo di aver fatto la stessa cosa.

Nella seconda edizione invece qualcuno ha fatto notare come un comico romano avesse uno stile troppo simile a quello di Enrico Brignano con tanto di vocine dei personaggi (donna, prete e egiziano) identiche a quelle dell’originale, cosa che però nessun giudice ha accennato minimamente, mentre io ho riconosciuto un paio di battute di Maurizio Battista in un monologo di un tizio vestito da orso, che poi una delle due in origine non era neanche una battuta ma un aneddoto personale di Battista.

Una giuria “adeguata” sarebbe stata probabilmente più attenta e rapida nello svelare questi furterelli, come ad esempio ha fatto Abatantuono in un paio di occasioni riconoscendo in alcune esibizioni battute prese da altri comici: da lui (“Questa la dicevo io trent’anni fa”).

Perché “riabilitare” Eccezionale Veramente

In definitiva, ritengo che Eccezionale Veramente non sia stato, come hanno detto in molti, un programma trash. Anzi, ho gradito tantissimo la rapida formula comico-giudizio-comico-giudizio libera da fronzoli e robaccia extra che spesso sono proprio ciò che fa scivolare molti programmi comici nel trash, anche quelli dei migliori.
Quello che gran parte del pubblico ha percepito come trash era in realtà semplice inesperienza.

Certo, questo non toglie che la maggior parte dei pezzi fossero al di sotto della sufficienza, ma ciò era dovuto al fatto che la maggior parte delle persone che hanno calcato quel palco fossero persone che nella vita facevano tutt’altro e che volevano sperimentare il proprio materiale comico per la prima volta in tv.
Quindi la vera domanda non dovrebbe essere se Eccezionale Veramente fosse trash o no, ma se fosse giusto proporre a un’intera Nazione di assistere alle esibizioni di comici alle prime o primissime armi.

Personalmente credo che Eccezionale Veramente meriti una nuova chance. Probabilmente con delle selezioni più rigide e una giuria più attenta agli scippi di battute il programma migliorerebbe parecchio.

Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive a “Culture digitali e della comunicazione” all’università Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2015.Appassionato di musica, lettura, teatro, comicità, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita.Nell’aprile 2016 fonda assieme ai suoi amici XCose.it, dove ricopre il ruolo di redattore, social media manager e grammar nazi.