6 tra i migliori libri sui lupi

Uno degli animali più evocativi in tutte le epoche e culture è il lupo.

Tra le fiabe lo conosciamo come “il grande lupo cattivo”, pronto ad abbattere casette con il fiato o ad ingannare bambine e agnellini con travestimenti crudeli. Nelle leggende varia a seconda della cultura: secondo i norreni, la liberazione di Fenrir, figlio di Loki, segnerà l’inizio del Ragnarok; per turchi, greci e romani era simbolo di fertilità, rinascita e conoscenza. Nel Medioevo la paura per il lupo mannaro crebbe fino a portare spesso all’isteria, per i nativi d’America la sua ambivalenza è necessaria per la sopravvivenza…
La psicoanalisi ha utilizzato il lupo come soggetto di studio per l’inconscio. “Nell’essere umano il lupo personifica un desiderio indifferenziato di divorare tutto e tutti, di avere tutto, spesso a causa di un’infanzia infelice. Queste persone sviluppano un lupo affamato dentro di sé. Sono totalmente soggetti alla coazione. Il lupo provoca in loro un’insoddisfazione costante, ringhiante. Essi vorrebbero letteralmente divorare il mondo intero” . (Marie-Louise Von Franz).

Quasi 30 anni fa è stato pubblicato il saggio “Donne che corrono con i lupi”, in cui l’autrice (occasionalmente cantastorie) Clarissa Pinkola Estés analizza molti comportamenti femminili associandoli a quelli del lupo.

Non va nemmeno trascurata l’espressione latina homo homini lupus (letteralmente “l’uomo è lupo per l’altro uomo”) che va a illuminare un ennesimo rapporto di similarità tra uomo e canide, sottintendendo la crudeltà del lupo per dimostrare la natura altrettanto maligna dell’uomo.

Potrei continuare per molte pagine, perciò ho pensato di soffermarmi su libri che parlano di lupi reali, quelli che possiamo vedere aggirarsi tra le montagne o purtroppo dentro le gabbie di uno zoo, gli antenati viventi dei cuccioli che portate a passeggio e tenete al guinzaglio.

 

  • Il lupo e il filosofo, di Mark Rowlands, 2011
    Il giovane docente americano Mark Rowlands decide di adottare quello che gli viene presentato come un imponente incrocio tra lupo e Malamute dandogli come nome Brenin, dal gallese (Re) e che subito rivela la sua natura: Brenin sembra aver attinto a piene mani dal lato meno domestico della famiglia, almeno in quanto a carattere.

    Negli undici anni che caratterizzeranno la vita di Rowlands, lupo e uomo non si separeranno mai, dando vita non solo a comiche lezioni universitarie, in cui gli studenti vengono invitati a nascondere i propri pranzi a sacco per evitare che vengano presi dal lupo che passeggia tra i banchi, ma soprattutto a riflessioni profonde sulle differenze tra uomo e animali, sulla distanza tra le loro abitudini sociali o le loro similarità.
    Le difficoltà di questa convivenza porteranno infatti Mark ad interrogarsi su quale sia in realtà la società meglio organizzata: se quella in cui gli esseri a due zampe si ostinano a convivere, o quella del branco che si protegge mettendo i propri membri costantemente alla prova.
    Unendo scene di vita vissuta a citazioni di colleghi più famosi, come Netzsche o Heidegger, Mark Rowlands promette decine di spunti di riflessione in questo libro come nel seguito (Correre con il branco), accomunando spesso l’uomo alla scimmia per ricordare che siamo sempre tutti animali.

 

  • L’occhio del lupo, di Daniel Pennac, 1984

    Pennac ha sempre saputo ispirare i migliori sentimenti in grandi e piccini, riuscendovi anche in questo racconto dell’amicizia tra un lupo dal pelo blu e un ragazzino chiamato Africa.
    Ritenendo lo spettacolo dello zoo in cui è rinchiuso indegno di essere osservato con due occhi, il lupo che viene dall’Alaska decide di chiuderne almeno uno per sempre, nonostante la sua compagna di cella, Pernice tenti di fornirgli diversi motivi per ripensarci.
    Una settimana dopo la morte di Pernice, davanti alla gabbia del lupo compare un bambino che resta per ore a fissarlo, nonostante la presunta indifferenza del suo occupante. La scena si ripete per giorni, fin quando il piccolo Africa non decide di chiudere un occhio in modo da ricambiare lo sguardo monoculare dell’altro.
    Inizia una comunicazione fatta di puro sentimento, in cui i due si raccontano le rispettive storie, quelle che li hanno portati dall’Alaska e dall’Africa fino al mondo civilizzato e gli hanno permesso di incontrarsi.
    Nonostante vengano da mondi tanto distanti, i due scoprono di avere spiriti affini, tanto da convincere il lupo ad aprire, infine, anche il secondo occhio.

 

  • I figli del bosco, di Giuseppe Festa, 2018

    Monte Adone, Centro di Tutela Fauna Selvatica, 2016; a distanza di pochi giorni, dalla volontaria Elisa arrivano due cuccioli di lupo orfani e bisognosi di cure. In quanto responsabile del recupero e del ritorno in libertà di questi stupendi animali, Elisa sa bene che i contatti con il mondo umano devono essere ridotti al minimo. Nonostante sia il primo essere vivente che il piccolo Ulisse vede quando apre per la prima volta gli occhi, tenta infatti di stare alla larga dai due per non compromettere la loro possibilità di essere un giorno liberati.
    Attraverso gli occhi del giornalista Giuseppe Festa abbiamo modo di conoscere Achille e Ulisse quando ormai sono lupi adolescenti pronti ad essere lasciati liberi di vivere la propria natura nei boschi toscani, ma abbiamo anche modo di ripercorrere la loro storia dall’inizio!
    E purtroppo non solo il loro, ma anche quello del resto del loro branco momentaneo: Ares, Lara e Wolfy sono altrettanto vittime di bracconaggio e cacciatori incuranti dei divieti; tutte queste creature sono state portate da Elisa con la consapevolezza che potrebbero non essere mai rimessi in libertà, in quanto l’antropomorfizzazione del territorio rischia di vederli troppo vicini all’uomo. Se si abituano alla sua presenza, rischiano di essere un pericolo, soprattutto per sé stessi. Rischiano infatti di non liberarsi dell’imprinting con l’uomo, non riuscendo ad assimilare regole e inguaggio del branco
    Questo libro ci darà modo di partecipare a questo esperimento socio-scientifico, ovvero di capire come due lupi cresciuti per un anno in cattività se la caveranno nel bosco.
  • Insieme con i lupi, di Nicholas Evans, 1998
    Nella rurale e tranquilla cittadina di Hope i lupi iniziano ad avvicinarsi al centro abitato, spaventando gli autoctoni e spingendoli a chiedere aiuto. Nel giro di pochi giorni, per scopi differenti, arrivano prima la biologa specialista Helen, seguita quasi subito da un cacciatore senza paura e soprattutto senza amore per la natura.
    Aiutata dal giovane Luke, Helen tenterà di monitorare gli spostamenti dei lupi per capire questi comportamenti anomali e reindirizzarli verso il cuore della foresta, ma verrà più volte ostacolata dal padre del ragazzo, Buck, per niente propenso ad una convivenza pacifica, allarmato dalla vicinanza del figlio con la biologa e soprattutto con la fauna locale.

Al lettore non vengono risparmiati colpi allo stomaco che arricchiscono con la loro amarezza una trama già interessante. La storia di Helen, Luke e il branco che intendono salvare ha tutte le fattezze della realtà, come Nicholas Evans ha sempre voluto nei suoi libri.

 

  • Il libro della Giungla, di Rudyard Kipling, 1894

    Nonostante il punto focale del libro che tutti amiamo e conosciamo anche grazie alle varie trasposizioni cinematografiche non sia la vita in un branco, possiamo comunque apprezzare il fatto che Mowgli venga cresciuto assieme a dei cuccioli di lupo.
    Pur sapendo di non far parte della stessa specie, il cucciolo umano e i piccoli canidi imparano assieme le leggi della giungla, aiutati dal saggio Baloo e dal coraggioso Bagheera.
    Il branco proteggerà Mowgli, che non sarà mai davvero solo, pur vivendo temporaneamente nel villaggio degli uomini. I lupi l’hanno scelto come uno di loro, lo aiuteranno nelle avversità e lo ameranno sempre come un fratello.

Credo che questo sia un messaggio molto importante che Kipling ha voluto trasmettere: non importa se la tua famiglia è composta da consanguinei o no, ciò che conta è l’amore e il poter contare gli uni sugli altri.

 

  • Con i lupi (duemila giorni), di Jim e Jamie Dutcher, 2017

    Da tutta la vita Jamie e Jim si occupano della salvaguardia dell’ambiente e in particolare della conoscenza quanto più approfondita possibile dei lupi. Insieme hanno scritto 7 libri e girato diversi documentari atti a rivelare tanto sulla vita di questi animali, in modo da scoraggiare la paura e la caccia che ancora sembrano prevalere sui volontari e gli amanti della specie.
    Questa coppia straordinaria osserva i lupi tanto da vicino che per sei anni hanno vissuto in totale comunione con un branco, potendone analizzare i comportamenti in assenza di interventi esterni e avendo quindi modo di imparare tanto sulla loro socialità. Il progetto, che va avanti da 30 anni, non fa altro che evolversi e mostrare i punti salienti della teoria di Jim e Jamie: il lupo va interpretato per quello che è, ovvero una creatura piena di sensibilità, dalle mille sfumature. Ogni membro del branco ha il suo ruolo, il suo carattere, la propria singolarità.
    Questi libri hanno un unico scopo: permettere all’uomo di comprendere il lupo, non temendolo ma rispettandolo in quanto grande predatore e partecipe della vita nel branco. Bisogna conoscere ciò che ci circonda, non averne paura a prescindere né ignorarlo.
    Abbiamo modo di capire che i lupi non sono pericolosi se non provocati, soprattutto se trattati come le creature fiere e magnifiche che sono. Attraverso gli occhi di coloro che li hanno studiati, che hanno vissuto insieme a loro, possiamo conoscerli e apprezzare ogni loro aspetto.

La caccia al lupo è una triste realtà difficile da fermare in quanto questo stupendo animale viene ancora visto dalla maggior parte dei montanari come un nemico da combattere, possibilmente abbattendolo. Alcuni dei libri che ho citato ci parlano profusamente dello scempio che l’uomo continua a compiere a spese di una specie da tempo considerata in via d’estinzione.

Naturalmente, per gli appassionati, ci sono tanti altri titoli interessanti: ad opera di Barry Lopez, Elli Radinger, per ragazzi e bambini anche Katherine Rundell e il Manuale di cattiveria per piccoli lupi, di Ian Whybrow…

Insomma, questo argomento è stato ampiamente discusso in libri, film, cartoni animati, fiabe, leggende… Personalmente, consiglio caldamente di leggere questi stupendi libri soprattutto per comprendere quanto profondamente siamo ancora legati al nostro lato ancestrale, quanto le leggi della natura siano importanti e il branco possa influire nella creazione della società.

Laura Sannini

Editor perennemente in guerra per la salvaguardia dei diritti (qualunque diritto), Laura è una fiera classicista e amante delle storie sotto qualunque forma. Tenta di farsi strada nel mondo, per nulla modestamente, esprimendo i suoi pensieri per iscritto senza peli sulla penna.

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