Sigmund Freud è stato il padre fondatore della psicoanalisi che ha donato al mondo importantissimi contributi nel campo della psicologia e dello studio della mente umana, oltre a una lunga serie di aforismi che ancora oggi circolano nel web.
Tuttavia, pare proprio che alcune famose frasi attribuite a Freud non siano in realtà sue.
Ecco quindi una breve lista delle 5 frasi erroneamente attribuite a Sigmund Freud.
Ovunque vada scopro che prima di me, lì, c’è già stato un poeta.
Pare che Sigmund Freud non abbia mai pronunciato questo aforisma, il quale, secondo alcune fonti, sarebbe stato erroneamente estrapolato da un’altra frase di Freud: «poeti e filosofi prima di me hanno scoperto l’inconscio. Ciò che ho scoperto io è stato il metodo scientifico per studiarlo». Tuttavia, pare che neanche per questa frase esistano fonti certe.
Dalle nostre vulnerabilità nascono i nostri punti di forza.
Per quanto sia bella e capace di caricare di speranze, anche questa rientra nelle frasi erroneamente attribuite a Sigmund Freud.
Il tempo trascorso con i gatti non è mai tempo perso.
Una delle frasi di Sigmund Freud più apprezzate e condivise dagli amanti dei gatti.
Tuttavia, non solo pare che non l’abbia mai pronunciata, ma secondo alcune fonti sembrerebbe che Freud non fosse neanche particolarmente affezionato ai felini.
La mente è come un iceberg: galleggia con un settimo della sua massa al di sopra dell’acqua.
Ricordo che ai tempi del liceo veniva utilizzata proprio una metafora dell’iceberg per spiegare la differenza tra conscio e inconscio secondo Sigmund Freud.
Dal canto suo, però, pare che la metafora – per quanto utile – non fosse mai stata adoperata dallo psicoanalista austriaco.
A volte un sigaro è solo un sigaro.
Per anni è stata la mia frase preferita dello psicoanalista austriaco. L’ascoltai per la prima volta da ragazzino in un monologo di George Carlin, il quale anch’egli a quanto pare gliela attribuiva erroneamente. Infatti, pare proprio che anche questo famosissimo aforisma rientri nella lista di frasi erroneamente attribuite a Sigmund Freud.
Quindi no, pare proprio che Sigmund non sapesse imporre dei limiti alle analogie sessuali.