9 navi nella neve

 

 

No.

 

Nove navi nella neve. No no, non necessito nessuna delle vostre notazioni. No: niente: nessuno. No. Nobody. Never. Nothing. Nessun dogma. Nooo. N. Nou. Nuo. Non. Not. Nnnnn. Napalm nelle narici dei nostri mostri. Non nasce niente di niente di niente di niente nel nettare dei nativi «non noto nulla di nuovo nella notte». Niente: nessuno: no.

Nove navi se ne stanno nella neve. Non nuotano, non navigano. Nessuno nota il Nulla che nasce. Nella neve nove navi se ne stanno. Nutrono negazioni («no, non andare via, no»), negano nutrimenti («non nascere nemmeno»). Non hanno nome, non ne necessitano: nessuno le nomina, non nominano nessuno. Notte, nera e nemica, non sono altro. Nevrosi necessarie all’ennesima potenza, nelle nubi nervose che nascono al nascere di ogni «noi». Nonostante niente, le nove navi non si muovono, nerborute e nobili se ne stanno nella neve. Nonluogo, nontempo. Nodo nevralgico, nonché novità annoverata nei nostri nomi di nebbia, è la ninfa nordica che nuoce inevitabilmente alle nozioni di insiemistica, native divinità defenestrate dai nostri nervi affetti da nostalgia. Nella neve, le nove navi, nel loro notevole nido nudo, non necessitano novità, nessun novizia Nefertiti, non si venera niente: si venera Niente (nel nome nefasto Nontiscordardime). Nevrastenia che nevica nelle narici, nugoli di noia nelle nuvole nascoste nei nervosi nodi del nostro cuore nero.

No. Noi. Niente. Nessuno. Natura. Necessario. Noumeno. Notturno. Nebbia.

Nove navi nella neve. Nessuno nota niente, il Nulla nascente nella nostra natura: nel nome della notte nascono nuove necessità.

 

 

robe

Scrivo, cerco, abito esistenze. Ho trovato nella sociologia una dimensione che posso chiamare casa. Mi affascinano la potenza degli atti creativi, le esplosioni di idee, la dialettica esistente tra il divenire sociale e i processi di costruzione identitaria, tutte le assenze, qualsiasi cosa sia altro. Allora mi lascio scrivere, cercare, abitare.

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