7 considerazioni sull’essere donna e sui discorsi intorno al mondo femminile

 

Oggi, 25 novembre, è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Si dirà di tutto, si faranno infiniti discorsi, parlerà chiunque, ma non si dirà niente di nuovo, e soprattutto niente di buono. Perché, come spesso accade, ci si approccia al mondo e all’insieme di eventi che definiscono l’esistenza senza alcun presupposto poetico, ovvero senza alcune capacità di trascendere il reale, di vedere l’invisibile, di cogliere la globalità della vita nella parzialità dell’individuo. Parlare della donna e delle questioni del mondo femminile, pertanto, risulta spesso un mero esercizio di stile, una confezione sul vuoto; in questa seda voglio provare a discutere di questo argomento assumendo quella prospettiva poetica che considero essere l’unica possibile (e che non riesco a non fare mia). Ecco dunque le mie 7 considerazioni sull’essere donna e sui discorsi intorno al mondo femminile, che potranno forse apparire complicate, ideali o provocatorie e inattuabili, ma che a mio avviso costituiscono l’humus del terreno in cui edificare la bellezza dell’essere umani.

 

Leggi il seguito

10 doveri imprescrittibili del lettore

 

 

 

Tutti sanno leggere. Tutti si considerano lettori. E ognuno di noi avanza i propri diritti, urlando a gran voce che essi vengano rispettati. Dei diritti del lettore ne ha parlato Pennac nel suo famoso Come un romanzo, il decalogo che ha delineato è un manifesto per chiunque ami la lettura (o, per meglio dire, per chiunque si ritenga un lettore – o, ancora meglio, per chiunque voglia essere riconosciuto come un lettore). Se non sapete di cosa sto parlando, andate a informarvi. In ogni caso, ciò che vorrei qui affrontare è un altro punto, la faccia della medaglia lasciata nell’ombra: i doveri del lettore. Il mondo trasborda di individui che leggono (e ancora di più di individui che scrivono, ma questa è un’altra storia…), ma la domanda è: sanno farlo? Non c’è alcun dubbio che chiunque è libero di fare ciò che vuole nel modo che ritiene più giusto e secondo le proprie capacità, ma nessuno si metterebbe alla guida di un aereo senza essere capace di pilotarlo, nessuno si farebbe operare al cuore da un chirurgo che non sa la differenza tra un bisturi e uno sgabello. Eppure il lettore non fa altro: legge senza saper leggere. Il punto è che si suole pensare che la lettura sia un (f)atto individuale, ma non è così: è un (f)atto sociale, riguarda chiunque, coinvolge il mondo. Bisogna saper leggere. Il lettore ha i suoi imprescrittibili doveri.

Leggi il seguito

13 cose che quasi sicuramente farà Donald Trump

 

Miei cari amici lettori, lo so, siete preoccupati, siete in ansia: ora che Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti, siete assaliti dai dubbi e dalla confusione, temete per l’equilibrio e le sorti di questo nostro pianeta, e vorreste soltanto essere confortati. Non vi capisco. Non vi ho mai visto protestare in piazza né manifestare in alcun modo quando è salito al potere Kim Jong-un. Non vi ho visto fare nulla per contrastare il terrorismo (a parte dire di essere Charlie Hebdo – il ché non significa nulla finché non lo sarete davvero, o avere paura – il ché significa farlo trionfare). E ho detto solo le prime due cose che mi sono venute in mente. Quindi, se ciò non vi ha toccato, perché fingete di preoccuparvi adesso? Donald Trump è solo un bullo che è stato eletto capoclasse, al massimo organizzerà uno sciopero prima delle feste di Natale. Ma voglio venirvi incontro, e vi (rassi)curerò. Non c’è niente di più tranquillizzante, nelle situazioni di incertezza, di avere un’idea di quello che accadrà. Quindi state pure tranquilli: ecco le 13 cose che quasi sicuramente farà Donald Trump.

Leggi il seguito

5 cose per cui vendersi sempre

Tempo fa XCose ha presentato una guida delle 5 cose per cui non vendersi mai, oggi io ne presento l’altra faccia: le 5 cose per cui vendersi sempre.

A prescindere da tempi e luoghi, l’essere umano è sempre uguale a se stesso. Costantemente teso alla conservazione del proprio posto nel mondo, ogni individuo carica ogni cosa di significati che farà fatica a mettere in discussione, malgrado lo sciame del pensiero corra secondo traiettorie imprevedibili e pertanto mutevoli. Ciò vuol dire che l’evoluzione della concezione delle cose del mondo e quella del loro essere seguono percorsi diversi: da una parte c’è quello peculiare della nostra specie, dall’altro c’è quello che possiamo definire “poetico”, che inevitabilmente si muove su strutture di pensiero altre. Il punto che voglio evidenziare è questo: la povertà e la banalità di cui l’uomo è affetto sono da imputare a una visione e una percezione dell’esistenza “troppo umana” (la quale, naturalmente, non è sbagliata né giusta: è), che tuttavia necessitano di uno spostamento di prospettiva che soltanto uno sguardo metaforico può rendere possibile. Questo può avvenire soltanto “vendendo” se stessi alle sole cose capaci di riempire di cieli il nostro cielo.

Leggi il seguito