6 gradi di manifestazione

 

Manifestare è un verbo caro a tutti gli studenti. Ma quanti significati può assumere? Anche se spesso una manifestazione studentesca scivola nel ridicolo, in quanto somiglia più a una puerile scusa per saltare la giornata invece che a una presa di coscienza intorno a un determinato tema, può accadere, una volta su mille forse, che essa dispieghi il suo significato nella sua accezione più intima. Quando ciò si verifica, una manifestazione studentesca diventa occasione di crescita, di arricchimento, di ampliamento dei confini della soggettività di tutti. Queste mie considerazioni, che toccano un tema che mi coinvolge in prima persona in quanto studente, derivano in particolare da quanto accaduto lunedì 27 Novembre 2017 agli studenti del liceo “Quinto Orazio Flacco” di Portici (vedi qui).

Una manifestazione. Una manifestazione diversa dalle solite e sterili manifestazioni-protesta degli istituti superiori di fine Novembre, una manifestazione che non ha avuto una connotazione politica, né sociale, né economica e non è stata un pretesto per fare una mera e inutile assenza scolastica. No, non è stato niente di tutto ciò, è stato qualcosa di nuovo, qualcosa che va oltre: è stata una manifestazione di solidarietà, una manifestazione di inaspettata unione, ma soprattutto è stata una manifestazione interiore che ha colto in modo sottile e forse inconsapevole la coscienza di tutti. Io non farò nomi , non scriverò di cosa è accaduto né dei modi e neanche delle motivazioni, perchè questo è ciò che è stato fatto, io scriverò di ciò che si è sentito. Non scriverò del passato, scriverò del futuro.

 

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7 considerazioni sull’essere donna e sui discorsi intorno al mondo femminile

 

Oggi, 25 novembre, è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Si dirà di tutto, si faranno infiniti discorsi, parlerà chiunque, ma non si dirà niente di nuovo, e soprattutto niente di buono. Perché, come spesso accade, ci si approccia al mondo e all’insieme di eventi che definiscono l’esistenza senza alcun presupposto poetico, ovvero senza alcune capacità di trascendere il reale, di vedere l’invisibile, di cogliere la globalità della vita nella parzialità dell’individuo. Parlare della donna e delle questioni del mondo femminile, pertanto, risulta spesso un mero esercizio di stile, una confezione sul vuoto; in questa seda voglio provare a discutere di questo argomento assumendo quella prospettiva poetica che considero essere l’unica possibile (e che non riesco a non fare mia). Ecco dunque le mie 7 considerazioni sull’essere donna e sui discorsi intorno al mondo femminile, che potranno forse apparire complicate, ideali o provocatorie e inattuabili, ma che a mio avviso costituiscono l’humus del terreno in cui edificare la bellezza dell’essere umani.

 

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3 probabili nuovi progetti di alternanza scuola-lavoro

È risaputo che in tempi di crisi i sovrani sono costretti ad abbassare l’età media dei loro schiavi per avere più manovalanza.

Da qui è nata l’ideona dell’alternanza scuola-lavoro, una delle tante robe starnutite da Renzi quando parlava di “Buona Scuola” (un ossimoro).

Come dice il nome stesso, si tratta di un nuovo vestito elegante per lo sfruttamento minorile, uno stratagemma per far lavorare i giovani – ma senza pagarli – già a partire dai 15 anni, insegnandogli come funziona un’azienda a un età in cui da poco hanno scoperto come funzionano i propri genitali.

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3 caratteristiche della nuova controcultura di destra americana

Recentemente, praticando il mio solito surfing per i video correlati di YouTube, mi sono imbattuto in una serie di video che ha attirato la mia attenzione. Si tratta dei vlog di uno youtuber inglese di nome Paul Joseph Watson, un giovane conservatore il cui slogan è: “Conservatism is the new counter-culture”.
La sua tesi è interessante: in un paese come l’America in cui la mentalità liberal ha permeato tutti gli strati dell’establishment culturale che va da Hollywood alle principali Università fino a Google e Youtube e in cui tutti i personaggi di spicco, compresi quelli apparentemente ribelli, proclamano messaggi anti-Trump, sono in realtà i nuovi right wingers a portare avanti la vera controcultura, cioè una nuova controcultura di destra.

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100 articoli di XCose

Dopo un anno di attività XCose ha raggiunto i suoi primi 100 articoli!
Spaziando dalle recensioni alle classifiche buffe, dall’intrattenimento alle categorie Cinema, Teatro, Libri… siamo orgogliosi di presentarvi un résumé delle nostre prime 100 creazioni.

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10 doveri imprescrittibili del lettore

 

 

 

Tutti sanno leggere. Tutti si considerano lettori. E ognuno di noi avanza i propri diritti, urlando a gran voce che essi vengano rispettati. Dei diritti del lettore ne ha parlato Pennac nel suo famoso Come un romanzo, il decalogo che ha delineato è un manifesto per chiunque ami la lettura (o, per meglio dire, per chiunque si ritenga un lettore – o, ancora meglio, per chiunque voglia essere riconosciuto come un lettore). Se non sapete di cosa sto parlando, andate a informarvi. In ogni caso, ciò che vorrei qui affrontare è un altro punto, la faccia della medaglia lasciata nell’ombra: i doveri del lettore. Il mondo trasborda di individui che leggono (e ancora di più di individui che scrivono, ma questa è un’altra storia…), ma la domanda è: sanno farlo? Non c’è alcun dubbio che chiunque è libero di fare ciò che vuole nel modo che ritiene più giusto e secondo le proprie capacità, ma nessuno si metterebbe alla guida di un aereo senza essere capace di pilotarlo, nessuno si farebbe operare al cuore da un chirurgo che non sa la differenza tra un bisturi e uno sgabello. Eppure il lettore non fa altro: legge senza saper leggere. Il punto è che si suole pensare che la lettura sia un (f)atto individuale, ma non è così: è un (f)atto sociale, riguarda chiunque, coinvolge il mondo. Bisogna saper leggere. Il lettore ha i suoi imprescrittibili doveri.

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3 capisaldi della comicità di Bill Maher

Quando si tratta di satira americana ci sono alcuni comici che è impossibile non nominare. Uno di questi è senza dubbio il grandissimo Bill Maher: comico, attore, presentatore, scrittore e regista che da 20 anni propone la propria comicità “politically incorrect” al pubblico americano con ottimi risultati.

Tra battute satiriche feroci e interventi seri sulla politica USA con ospiti in studio, il suo show attuale, ovvero Real Time with Bill Maher, è la sintesi perfetta tra dibattito politico e satira, un qualcosa che qui in Italia provò a realizzare Sabina Guzzanti non troppo tempo fa, con risultati non proprio eccellenti in fatto di ascolti (vedi l’articolo “5 programmi comici che dovrebbero tornare in tv“).

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13 cose che quasi sicuramente farà Donald Trump

 

Miei cari amici lettori, lo so, siete preoccupati, siete in ansia: ora che Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti, siete assaliti dai dubbi e dalla confusione, temete per l’equilibrio e le sorti di questo nostro pianeta, e vorreste soltanto essere confortati. Non vi capisco. Non vi ho mai visto protestare in piazza né manifestare in alcun modo quando è salito al potere Kim Jong-un. Non vi ho visto fare nulla per contrastare il terrorismo (a parte dire di essere Charlie Hebdo – il ché non significa nulla finché non lo sarete davvero, o avere paura – il ché significa farlo trionfare). E ho detto solo le prime due cose che mi sono venute in mente. Quindi, se ciò non vi ha toccato, perché fingete di preoccuparvi adesso? Donald Trump è solo un bullo che è stato eletto capoclasse, al massimo organizzerà uno sciopero prima delle feste di Natale. Ma voglio venirvi incontro, e vi (rassi)curerò. Non c’è niente di più tranquillizzante, nelle situazioni di incertezza, di avere un’idea di quello che accadrà. Quindi state pure tranquilli: ecco le 13 cose che quasi sicuramente farà Donald Trump.

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