1 recensione di “Dov’è Mario?” [Episodio 3]

E siamo arrivati alla penultima puntata di “Dov’è Mario?“, serie televisiva in onda su Sky e che ha come doppio-protagonista il sempre più geniale Corrado Guzzanti.
Come per le precedenti recensioni (episodio 1 ed episodio 2), vi sconsiglio di procedere alla lettura se non avete visto le altre puntate.
Per chi è al passo con gli episodi… buona lettura!

Bambea in incognito

 

Non hai idea di cosa sia diventato questo paese… siamo tutti dei mostri mutanti!

Questo nuovo episodio di “Dov’è Mario?” si presenta al pubblico con sfumature cupe (oserei dire “dark”) e scene inaspettatamente “violente“.
Inoltre, le risate vengono celate dagli eventi che questa volta si susseguono in modo rapido e diretto.
La storia si evolve e l’incontro-scontro tra Bizio Capoccetti e Mario Bambea (i due volti di Guzzanti) sembra vedere il secondo soccombere e sparire.

Oddio… ma chi ci è stato? I vandali? La Destra?

A inizio puntata, il povero Bambea si ritrova a fari conti con la sua doppia faccia.
Dinanzi a tale orrore, il professore è costretto a nascondersi (inutile l’utilizzo della busta di carta sul volto) e decide quindi di fuggire.
Ma il piano fallisce non appena Bizio si risveglia.

Se mi dovessi trasformare… dimmi che mi porti a una festa, dimmi che mi porti a scopare…

Bambea è sparito… sulla scena dell’incidente non ci sono più tracce di lui.
Il comico romanaccio è solo e ora può conquistare Roma!

 

Faglia

 

Uno dei dialoghi che colpisce di più è un vero e proprio riassunto amaro ma efficace dei contratti di lavoro che si trovano in Italia.

La cosa bella dei contratti non è quello che c’è scritto, ma quello che nun c’è scritto.

Un qualcosa di talmente subdolo che riesce a far titubare perfino Bizio.
Ah no, lui tituba solo perché non è a conoscenza del suo nome completo… ossia dell’identità rubata a Fabrizio Capoccetti (ormai diventato Gnegno).
Faglia (intrpretato da Nicola Rignanese) è spietato nel suo ruolo e riesce a portare avanti solo e solamente i suoi interessi economici.

 

Cinzia

Altra scena memorabile ha come protagonista l’acida Cinzia (interpretata da una sempre più brava Emanuela Fanelli) nei bagni di un autogril. Il richiamo alla scena finale di “Johnny Stecchino” (famoso film di Benigni del 1991) è abbastanza evidente anche se questa volta non c’è alcun omicidio.
Si vedono coltelli, volano minacce… eppure si parla di comici e di una fiera dallo scarso valore prestigioso (basti pensare che il premio è un orribile ratto – parola di Faglia).

 

Muscia imitatore di Bambea

 

Ma è con Muscia (un grande Valerio Aprea) che Bizio riesce a dare il meglio di sé!
Non appena il comico fallito entra in scena, è palese il suo tentativo di causare problemi al nostro amatissimo protagonista che, senza incassare un colpo, reagisce in modo così spontaneo e diretto da strappare le migliori risate dell’intero episodio.

Poi me racconti tutto di te, chi sei, che musica senti… ma forse adesso una cosa piccola, piccola me la puoi anticipà pure subito, ma che cazzo vuoi?!

Muscia vs Bizio

 

Quando si scopre cosa cerca realmente Muscia lo scontro diventa inevitabile.
Qui la violenza copre la risata e per la prima volta in tutta la serie.
Per una manciata di minuti, “Dov’è Mario?” perde la parola a favore dell’azione.
Un’unica azione che porterà la trama a un’ulteriore evoluzione a noi ancora sconosciuta.

Se pensano che so’ intellettuale, io so’ rovinato!
E’ peggio di esse froci!

 

Bizio s Muscia

 

Ma in questa puntata c’è spazio anche per un soffio d’inaspettato romanticismo con un bacio accompagnato da una frase che meriterebbe d’essere inserita nei Baci Perugina (e non solo).

Chiudemola ‘sta bocca prima che tutte le cazzate scappano fuori…

 

un bacio per Bizio

 

In conclusione è bene citare la ri-comparsa dell’esaurito psicanalista Boschero (Nello Mascia) con il suo tormentone “cane, cane, cane, cane” e l’apprezzato cameo di Max Paiella.
Questo è un episodio che oserei definire di transizione, non solo del protagonista che si ritrova ad affrontare lo scontro della propria doppia-identità prima dal punto di vista di Bambea e poi da quello di Capoccetti, ma anche dell’intera serie che si trova a ribaltare i propri toni, passando da una comicità esplosiva e pungente a una più elaborata e cupa.

 

Bizio
Ormai alla fine, “Dov’è Mario?” si ritrova a dover cercare di concludere efficacemente questo spietato riassunto della società italiana e noi di XCose non abbiamo dubbi sulla qualità del risultato.
Fino a ora, la serie di Guzzanti ha evidenziato un quantitativo di contenuti perfettamente incastrati tra loro e che dimostrano un sapiente utilizzo di satira e comicità, insieme all’abilità di affrontare tematiche importanti e attuali in modo tanto diretto quanto efficace.

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PS: nuovamente… l’unico punto debole di questa serie è la sua durata (finisce troppo presto)!

 

Paskull

Classe '90, laureato in comunicazione e amante di videogiochi, cinema, fumetti, libri, alieni e biscotti. Racconta storie con qualsiasi mezzo a disposizione e alcune di queste sono finite in diverse antologie. PS: Ogni tanto pubblica romanzi.