1 elogio alle stelle tra mito, arte e letteratura

Quella del dieci agosto, giorno in cui si celebra San Lorenzo, è nota per essere la notte delle stelle cadenti: tanti occhi puntati contro il cielo alla spasmodica ricerca di una fulminea cometa da individuare, e a cui affidare un desiderio. In realtà il periodo in cui lo sciame meteorico delle Perseidi è visibile a occhio nudo, previo condizioni meteo-ambientali adeguate, è molto più esteso: va da fine luglio alla terza settimana di agosto circa, con un picco intorno al dodici del mese. Stando a queste informazioni la correlazione con il giorno di San Lorenzo non avrebbe molto senso, ma nonostante tutto l’uomo non si stancherà mai di scrutare il cielo alla ricerca di qualcosa, specie se portatore di fortuna. È anche vero che in ogni tradizione culturale gli eventi assumono significati e collocazioni temporali diverse, ma per quel che riguarda l’Italia cattolica il nesso sta nella cristianizzazione della festa pagana di Acca Larentia, moglie di Priapo e Madre Terra; da potere fecondativo le comete ne guadagnano uno sacro in quanto lacrime del santo martire. Per celebrare questo evento pregno di magia e suggestione, seppur ingenue, ho deciso di proporre le più famose rappresentazioni delle stelle nella cultura, 1 elogio alle stelle tra mito, arte e letteratura.

Mito

 

La mitologia è il primo grande contenitore di storie da cui, nei secoli successivi, si è attinto per dare nomi alle costellazioni del cielo a partire dall’età illuministica. Quella da cui le Perseidi sono state originate è Perseo. Attorno a questa figura mitologica, l’artefice della morte di Medusa, ne ruotano anche altre come i coniugi Cefeo e Cassiopea, genitori di Andromeda, sua futura sposa. La vanitosa Cassiopea si vantava d’essere più bella delle Nereidi e Poseidone, per vendetta, mandò un mostro marino che si sarebbe placato solo col sacrificio di Andromeda, la loro figlia vergine. Sarà solo grazia alla venuta di Perseo che la fanciulla riuscirà a salvarsi e a dare vita alla stirpe dei perseidi, Eracle compreso.

Anche l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore trovano la loro ragion d’essere grazie al mito, anche se di questo racconto esistono varie versioni. Quella più famosa vede come protagonista Callisto, una ninfa che faceva parte del corteo di Artemide. In quanto vergine rifuggiva tutti gli uomini ma Zeus, per riuscire a sedurla, prese le sembianze di Artemide stessa. Quando la ninfa scoprì di aspettare suo figlio Arcade e lo diede alla luce, la dea si vendicò trasformandola in un’orsa. Dopo anni trascorsi a vagare nei boschi stava per essere uccisa da Arcade, che non l’aveva riconosciuta, ma Zeus mosso a compassione li trasformò nelle due note costellazioni. L’ulteriore vendetta di Era fu di negar loro la possibilità di tramontare, infatti sono sempre visibili entrambe.

Il bagaglio di storie offerto dalla mitologia non si esaurisce qui, ma è talmente vasto che non sarebbe possibile descriverlo tutto. Si possono, però, ricordare il mito del cacciatore Orione e lo Scorpione, di Castore e Polluce che insieme formano la costellazione dei Gemelli, e delle Pleiadi figlie di Atlante.

 

Arte

 

Le prime e più famose rappresentazioni “stellari” nella storia dell’arte sono quelle della tomba di Nefertari con un cielo trapuntato di stelle a simboleggiare il sonno eterno come notte, e del soffitto della Cappella Scrovegni di Giotto a Padova, una volta a botte blu oltremare con stelle dorate a otto punte in rilievo.

 

Ma l’artista a cui per primo pensiamo quando si tratta di cieli stellati è Vincent Van Gogh. “Per quanto mi riguarda, nulla so con certezza. Ma la vista delle stelle mi fa sognare” disse una volta il pittore a suo fratello Theo e non si fa fatica a credergli guardando le opere che ha prodotto. Non solo la celeberrima Notte stellata, ma anche Notte stellata sul Rodano, Strada con cipressi e cielo stellato, Casa bianca di notte, e Caffè di notte offrono scorci suggestivi e rappresentativi. I quadri di Van Gogh si distinguono per le famose pennellate, ma un occhio accorto può riconoscere anche pianeti e costellazioni presenti nel cielo al momento del dipinto. È possibile individuare l’Orsa Maggiore nella Notte stellata sul Rodano; Venere, Andromeda, Triangolo e Pesci nella Notte stellata; Venere e Mercurio nella Strada con cipressi e cielo stellato; e ancora Venere nella Casa bianca di notte.

La giovanissima milanese Luisa Turuani, classe ’92, ha invece vinto il Premio Nocivelli nella sezione fotografia con la sua Trappola per il cielo. Si tratta di un dittico fotografico che rappresenta delle costellazioni urbane: le cicche gettate per strada e appiattite dal perpetuo camminare delle persone, se unite da linee sottilissime, sono in grado di formare delle costellazioni tutte diverse. L’artista ha descritto la sua opera come non solo sua ma dell’intera città di Milano, in quanto se un individuo “X” non avesse gettato la sua gomma in quel punto esatto non si sarebbe potuta riprodurre quella specifica costellazione. “I disegni vogliono essere un’apparizione, il perturbante e surreale stupore di ritrovare sotto i piedi una possibile costellazione”.

Letteratura

 

Tutti, in linea di massima, ricordano il viaggio di Dante tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, ma quanti il suo riferimento alle stelle nel concludere ogni cantica? In particolare, il fatto che “stelle” fosse sempre l’ultimo termine della frase? Con questo riferimento Dante ricorda che non c’è una netta differenza tra presente e futuro, tra aldiquà e aldilà, ma che i due sono collegati. Il percorso del poeta è rappresentativo di quanto vive sulla terra, delle fasi di luce e ombra che l’uomo attraversa. Nessuna fase è definitiva ma la tensione continua alla luce sì, quella non deve essere mai dimenticata. Dall’Inferno, buio totale, si esce e si scorgono le stelle per ricordare la natura umana a cui apparteniamo; le stelle al termine del Purgatorio indicano fatica e bellezza della purificazione dell’animo, qualcosa di necessario per giungere a un superiore stato di grazia; l’ultima tappa è il Paradiso, luce perpetua, luogo in cui vive l’Amore, Dio, capace di muovere tutte le cose.

Anche le stelle nell’universo tolkieniano hanno un ruolo da non sottovalutare. Create dalla musica di Ilúvatar e degli Ainur prima che il tempo iniziasse il suo corso, rappresentavano una luce tenue e lontana destinata a essere accompagnata da una più potente di successiva creazione. Il secondo ordine fu creato dalla regina dei Valar, Varda, per rischiarare la strada degli Elfi. La luce e le stelle erano sacre per gli Elfi, infatti venivano chiamati anche Eldar, Popolo delle Stelle. Un altro fondamentale astro apparve nei cieli di Arda, la Stella di Eärendil, la cui luce Galadriel donò a Frodo per rischiarare il suo cammino fino a Mordor.

 

Questi qui citati sono solo alcuni degli esempi di stelle e costellazioni rappresentate tra mito, arte e letteratura ma, ampliando la prospettiva d’analisi, è impossibile dimenticare altri riferimenti appartenenti all’immaginario collettivo che va dalla storia delle religioni, alla navigazione, alla filosofia, alla politica e a tutto ciò che ci circonda. La stella a cinque punte dei pitagorici, la rosa dei venti, la Stella di David, simbolo del popolo ebraico nel bene e nel male, la Cometa che accompagnò i Magi da Gesù, la stella rossa di comunisti e socialisti, gli asterischi usati nei testi. La vita dell’uomo è costellata di stelle, non serve aspettare San Lorenzo per godersele. Talvolta basta solo far vagare lo sguardo e… cercare.

la.grafite

Laura Andrea Parascandolo, per vezzo la.grafite, è un'editor maniaca del controllo, amante della parola in forma scritta, alla continua ricerca della perfettibilità. Dalla consulenza alla stesura, dal consiglio alla correzione, la sua matita si presta a qualsiasi tipologia di testo, a patto di mimetizzarsi tra le righe grigie dei vostri notebook. Ha una parlata caratteristica, colorita, abbondante di metafore e similitudini, spesso un tutt'uno con la sua scrittura. Bibliofila, divoratrice di storie, soprattutto di romanzi storici e classici della letteratura inglese, ha reso la lettura, l'acquisto, lo scambio e la catalogazione compulsiva di libri il cuore pulsante della sua vita.

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