3 migliori dissing del rap italiano

Assistere a un litigio è una cosa abbastanza spiacevole, ma quando sono dei rapper a dirsene quattro lo scontro può diventare spettacolo e, perché no, anche arte.
È il caso dei dissing: termine afroamericano che deriva da “disrespecting” e indica una traccia rap interamente rivolta contro qualcuno, solitamente contro un collega rapper.
Il rap game, si sa, è fatto anche di scontri verbali fra i suoi esponenti: ne è un esempio la famosa diatriba East Coast contro West Coast in America, patria dell’hip hop.
E i rapper italiani, pur non nutrendo asti territoriali come i colleghi americani, negli anni non hanno mancato di scontrarsi fra loro a suon di rime.
Tra i dissing del rap italiano ce ne sono di aggressivi, di lunghissimi e di assurdi. Io ho voluto raccogliere i miei tre preferiti in questo articolo. Enjoy!

Salmo – Vai Jack!

Il primo dissing di cui vi parlo rappresenta un po’ un’eccezione, perché questo pezzo di Salmo non è rivolto a un altro rapper, ma bensì all’ ex frontman dei Vanadium Pino Scotto.

Lo scontro tra i due inizia con il brano di Salmo Nella Pancia dello Squalo, che include questa rima: «odio Vasco Rossi, Pino Scotto e Ligabue / tutti ‘sti stronzi non fanno un artista in due».
Dallo studio della sua trasmissione su RockTV Pino Scotto lancia la sua personale risposta a Salmo, etichettandolo come «merda», «coglione» e «vergogna di tutti i rapper».

La risposta di Salmo non si fa attendere e arriva nella forma di Vai Jack!, brano aggressivo e hardcore come solo lui poteva farlo.
Nel brano Salmo attacca il suo rivale per l’aspetto estetico e per la carriera ed esclama nel ritornello: «il mio incubo peggiore è che domani mi sveglio come te».

Scotto finirà poi per cambiare idea su Salmo.


Fabri Fibra – Niente di Personale

Lo scambio di dissing tra Fabri Fibra e Vacca, tra l’altro ex amici che hanno spesso condiviso il palco, verrà ricordato come il più lungo ed estenuante di tutta la storia del rap italiano se non mondiale, tanto lungo che al momento non ricordo neanche chi fu dei due a cominciare.

Fatto sta che a un certo punto della diatriba, Fibra se ne esce con Niente di Personale: ben 11 minuti di dissing col quale asfalta il povero Vacca. Senza dubbio il più lungo dissing del rap italiano.

Nel brano si alternano diversi beat e metriche, la parte migliore resta quella in cui Fibra si immagina di essere a una cena di Natale con la famiglia del suo rivale. Inoltre, bisogna dirlo, geniale il teschio di “vacca” nell’immagine che fa da videoclip al brano.

Fibra riassumerà poi in rima la vicenda nel suo brano Il Rap Nel Mio Paese:
«Ho fatto il dissing con Vacca, tutti dicevano è troppo / ci siamo messi in gioco, il contrario del mondo del pop / ora sto meglio e scommetto anche lui, il rap è un viaggio / e tu ci invidi perché sai che ti manca il coraggio».

Caparezza – Morti Pythons

La diatriba tra Caparezza e il rapper Jesto resta la più surreale della storia dei dissing del rap italiano.
Tutto ha inizio – narra la leggenda – da una foto postata da Caparezza sul suo forum in cui mostra di avere alcuni mixtape di Jesto nel suo cassetto, lasciando intendere di apprezzare la sua musica.

Jesto, dal canto suo, al posto di sentirsi lusingato da ciò, prende quella foto come testimonianza definitiva del fatto che Caparezza lo copi. Jesto, infatti, afferma che Capa abbia attinto più volte dal suo materiale, rubandogli ad esempio la rima «fare dischi di denuncia / o fare dischi da denuncia?» e l’idea del travestimento da prestigiatore per un videoclip. Parte delle sue critiche sono racchiuse nel brano Povera Italia Spot, dove tra l’altro critica il rapper pugliese anche per il suo stile «alternativo ma che punta sull’aspetto».

La geniale risposta di Caparezza arriva con Morti Pythons, brano incluso nell’album Boom! di Stylophonic, dove rispedisce indietro le accuse di Jesto tra riferimenti pop e nerd come solo il buon Capa sa fare. Stupendo il finale: «puntali altrove i tuoi missili / i tuoi pezzi non sono bellissimi».

Emanuele

Nato nel 1994. Terminato il liceo scientifico, si iscrive all'Università Federico II di Napoli dove si laurea in Culture digitali e della comunicazione nel 2015 e in Comunicazione pubblica, sociale e politica nel 2018. Appassionato di comicità, teatro, videogiochi e tanto altro, adora qualsiasi cosa sappia mescolare con ingegno il sacro con il profano e vanta una vasta collezione di materiale satirico in continua crescita. Nel 2019 ha collaborato, realizzando una clip e scrivendo testi tramite piattaforma Discord, con Epic Rap Battles of History. Ha fondato XCose nel 2016 assieme ai suoi amici e da allora ricopre il ruolo di redattore e social media manager.

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