7 cose scontate (ma anche no) che a un napoletano mancano quando vive all’estero

Ormai vivo in Portogallo da quasi 2 anni e inizio a rendermi conto di cose che non credevo mi sarebbero mancate tanto. Confrontandomi con amici napoletani che al momento vivono in Giappone e altri lavoratori conosciuti qui, ho scoperto che ci sono molti elementi scontati ai quali non avevo pensato prima di partire.

  1. La lingua
    Non importa se sei un C2 in inglese, se ami entrare in una nuova cultura imparandone la lingua, se hai la possibilità di fare nuove amicizie e giochi di parole… ragionare in una lingua diversa ti svalvola i discorsi, soprattutto se sei abituato a parlare in dialetto. Le battute non hanno più senso, i modi di dire sembrano ermetici come poesie di Ungaretti e anche capire come fare la raccolta punti al supermercato si trasforma in una sfida più complicata dell’ultimo esame universitario, con la cassiera (o il cassiere, niente sessismo di sorta) che diventa il professore più tosto che abbia mai incontrato.
    D’altro canto, sarà difficile tornare a casa e ricordarsi che se critichi il tipo due posti avanti nella fila lui ti capisce!

 

  1. Il cibo
    Questo punto meriterebbe una lista a parte. Adoriamo ordinare cinese, mangiare cheeseburger e red velvet, il kebab sotto casa, l’all you can eat del sushi e i tacos, ma quando da più di un anno non vedi la brioche con la pallina, il casatiello, i cannoli, gli struffoli e soprattutto la pizza, inizi seriamente a riflettere sulla dieta estera e le sue conseguenze.
    Ho pensato di comprare la macchinetta del caffè italiana perché (povera ingenua) speravo di arrivare ad una pallida imitazione. Quando tornerò a casa e prenderò la mia prima tazzina, farò probabilmente un buco nel soffitto.

 

  1. La tua famiglia
    Passi 20 anni a lamentarti delle cene con le zie impiccione, della mamma che ti urla di mettere in ordine la stanza, del papà che ti fa rispettare un coprifuoco ma appena passi il primo Natale da solo con gente conosciuta pochi mesi prima capisci che le discussioni per chi deve lavare i piatti erano davvero importanti per la tua salute mentale.

  1. Una telefonata senza interferenze

Quanto mi manca parlare con un amico o un parente senza passare il 90% della telefonata sbuffando tra “Io ti sento, tu mi senti??” e il BIP che ti preannuncia la caduta della connessione. Che avviene sempre durante le conversazioni importanti, ovviamente.
Questa pandemia ha peggiorato la situazione, perché se prima riuscivi a vederti e chiarire di persona, ora devi affidarti alle videochiamate. E sappiamo bene che si bloccano più spesso quelle della tua fidanzata ad ogni vetrina in centro.

 

  1. I pranzi della domenica
    Vivendo da solo, soprattutto nel periodo della pandemia, rischi di dimenticare che giorno della settimana stai vivendo, inizi a girare per casa con il blazer e i pantaloni del pigiama cercando di ricordare se domani devi lavorare o stasera puoi stravaccarti sul divano con la compagnia di superalcolici e copertina di pile. La domenica a Napoli non è un giorno, é un’istituzione. Dovrebbe essere proclamata festa cittadina! Quando ti sposti in giro per l’Italia almeno qualche idea ce l’hanno, ma se vivi con tedeschi, francesi ecc. che ti chiedono perché la tua alimentazione di insalatina e pasta al tonno vari solo un giorno a settimana, tieniti pronto a non cadere in depressione.

  1. Il bidet
    Personalmente ho trovato diverse case che non mancano di questo oggetto indispensabile, infatti voglio precisare: non è sempre necessariamente quello a mancare, ma il fatto che molti altri emigranti da diversi Paesi non hanno idea di cosa sia. Ho conosciuto persone (lo stereotipo del francese si svende) che non sapevano cosa fosse, e non avete idea di quanto sia difficile spiegarlo se non vogliono crederti.
    In sintesi, gli italiani vengono additati come tribali, ma almeno la toeletta è sempre perfetta.
    Cit: “Come si fa a crescere in una vita senza il bidet??”



  1. Gli amici

Non che all’estero non si possano fare nuovi amici, per carità! E so che può sembrare scontato, ma non va mai sottovalutato il momento in cui vuoi fare una battuta su qualcosa che solo tu e quello che ormai è più tuo fratello che un tipo conosciuto 15 anni fa, ma non puoi. Quando vuoi semplicemente dire “Ci vediamo al solito posto” e invece no, devi organizzare in un posto sconosciuto con gente che stai ancora decidendo se ti è simpatica o no. Quando senti di volerti nascondere nel tuo maglione preferito (che inevitabilmente hai lasciato in Italia perché, da brava imbecille, facendo le valige avevi deciso che ormai sei adulta e non puoi continuare a rifugiarti in queste cose) e sai che nessuno ti giudicherà perché i tuoi amici ti ci hanno vista crescere, in quel maglione, sanno che se lo metti devono portarti una tazza di cioccolata… E invece no. Arriva a mancarti anche l’amministratore di condominio con la sua solita manfrina sulla potatura delle siepi.


Insomma, non credo di aver detto nulla di nuovo, eppure non mi aspettavo che tutte queste cose mancassero così tanto. Bisogna tenersi pronti alle prese in giro perché sei italiano, perché sei del sud, perché credono che solo tu conosci l’inglese, perché i nostri politici sono conosciuti in tutto il mondo e magari ti compatiscono (true story), perché tutti si chiedono come mai gli italiani continuino a scappare all’estero: non ci piace il lavoro da noi? Siamo tanto esigenti?

Che mantenere le relazioni a distanza non sia facile lo sanno tutti, ma fin quando non ci sei dentro non puoi permetterti di giudicare gli altri.

Soprattutto, il cibo sarà anche buono, ma vuoi mettere con i sapori che conosci da tutta una vita?

… quindi prima di trasferirvi pensateci bene, gente.


PS Grazie a Laura Parascandolo per le foto fresche di casa, che se fosse per me dovrei andare indietro di 2 anni!

Laura Sannini

Editor perennemente in guerra per la salvaguardia dei diritti (qualunque diritto), Laura è una fiera classicista e amante delle storie sotto qualunque forma. Tenta di farsi strada nel mondo, per nulla modestamente, esprimendo i suoi pensieri per iscritto senza peli sulla penna.

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