11 incursioni nell’altrui mio

L’incontro-scontro di domande e risposte di due autori di XCose. Un’arena pacifica dove idee, pensieri e arte si mescolano dando vita a testi sinceri e spiazzanti.
Ciò che segue è una vasta panoramica dell’esistenza osservata con quattro occhi e che riguarda tutto e niente. Undici incursioni nella mente altrui alla ricerca di qualcosa, di nulla o solamente di un ombrello per ripararsi dall’impietoso sole estivo.

 – Pasquale

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1 dialogo mortale intorno al trascendente divenire dell’esistenza del possibile tra uno specchio deformato sui fatti e un riflesso senza fissa dimora

A mio molesto parere, vale solo ciò che inesiste. Parlo di possibile e di immaginazione. Di comprensioni in senso liquido, cioè di capacità. Quello che inesiste è per definizione altro, quindi è naturalmente teso a sovvertire il visibile: questo è ciò di cui mi occupo quotidianamente mentre affollo la vita. Uno specchio deformato sui fatti e un riflesso senza fissa dimora ne offrono una ineffabile sfumatura nel seguente dialogo mortale.

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1 sinfonia post mortem, ovvero anatomia delle note musicali

Siamo noi. Le note musicali sono esattamente come le persone: particelle infinitesimali che tentano in ogni modo di essere parte di una sinfonia capace di vincere il tempo. Gli esseri umani sono note musicali: piccoli, incompleti, vibranti, effimeri, perfetti, eterni, in costante attesa. Così come ogni nota è nata prima della sua stessa nascita, così ogni individuo è un’invenzione (di se stesso, degli altri, degli eventi, ecc.). È così: siamo lo specchio e il riflesso che contiene, siamo sole e orizzonte. Questo cantano le note musicali. Ci ricordano a ogni battito che siamo parte di una composizione in costante divenire, che siamo tessera e mosaico. Ci dicono che l’inesistente esiste, che l’oltre è la sola dimensione abitabile, che la poesia è l’unico modo per essere e tessere (esistenze, possibilità, infiniti). Siamo musica. Perché le persone sono come le note musicali: da sole non significano niente, hanno senso e diventano belle solo se si mettono insieme.

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48 ingredienti per creare un’opera d’arte

Fare arte è un’arte. Ma è soprattutto un arto: la p’arte che più di qualunque altra, fra le sconfinate espressioni della soggettività e del rapporto uomo-mondo, caratterizza la nostra specie, l’estensione più autentica dell’agire umano.

Tuttavia, per quanto connaturata sia all’identità dell’individuo, l’arte è sostanzialmente escludente (ma non esclusiva). Chiama chiunque, ma non lascia entrare tutti. A prescindere dalle possibili modalità attraverso le quali può essere realizzata – scultura, cinema, scrittura, pittura, matematica, paleontologia, amministrazione condominiale, ecc. – un’opera d’arte è sempre e comunque un sempre e comunque: è un punto di non andata, uno specchio deformante, attraverso il quale affermare se stessi, la propria identità, sfumare l’oscurità e riconsegnare la realtà al mondo del significato.

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